“Punti Verde Qualità”: l’ombra della speculazione

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I Punti Verde Qualità (PVQ) del programma di riqualificazione ambientale approvato dalla giunta Rutelli nel ‘95 avrebbero dovuto essere aree “di tutela e recupero ambientale del patrimonio pubblico”. Sarebbero così dovute nascere delle società che oltre a risanare i luoghi avrebbero prodotto occupazione. Pare invece che questi PVQ oggi costituiscano solo un grosso affare, con preoccupanti risvolti speculativi, già segnalati alla Procura della Repubblica dal consigliere regionale del Pd Enzo Foschi il 14 ottobre dello scorso anno. Nel nostro precedente articolo riportavamo il caso del PVQ del parco di via Feronia, a Pietralata, dove un'area che avrebbe dovuto comprendere una struttura sportiva e un parcheggio interrato risulta oggi abbandonata al degrado, dopo che l’Impresa Costruzioni Filuan Srl ha sospeso da luglio i lavori che aveva avviato il 12 novembre 2007.

Nell'articolo citavamo anche il concessionario di quel Punto: Luoghi del Tempo Srl che vede quale socio di maggioranza Lucia Mokbel, sorella di quel Gennaro attualmente nelle patrie galere per l’inchiesta "broker", notoriamente e storicamente legato all’estremismo neofascista. Che il parco di via Feronia non sia un caso isolato lo dimostra il verbale della riunione della IV commissione consiliare (Ambiente) svoltasi il 18 marzo 2010. In quell'occasione oltre ai consiglieri commissari erano presenti Antonio Lucarelli segretario del sindaco e in passato legato ad altri concessionari, l'architetto Volpe, preposto alla verifica dello stato di avanzamento lavori dei PVQ e i rappresentati dell'associazione degli assegnatari. Dai verbali di quella riunione ne risulta un quadro sconfortante a distanza di 15 anni dalla istituzione dei Punti. Infatti il signor Galimberti, presidente dell'associazione degli assegnatari, informava che di tutte le aree interessate al progetto di riqualificazione 16 erano già attive ed aperte al pubblico; 9 incorso di realizzazione; 20 in fase di progettazione, mentre 21 erano ancora da assegnare. Il Galimberti faceva però notare che l'unico risultato positivo sino ad allora conseguito fosse l'approvazione della delibera 101 del 2009 per il rifinanziamento delle fideiussioni garantite dal Comune sia per gli impianti in corso di realizzazione, sia per quelli in fase di progettazione. Vale la pena aprire una parentesi per chiarire meglio la questione delle fideiussioni, perché a suo tempo il Comune deliberò di rilasciare tale garanzia allo scopo di favorire l’accesso al credito per i concessionari dei Punti Verde.

Parliamo delle delibere consiliari n. 148 e 149 del 14 settembre 2006, che autorizzavano quella convenzione con l’Istituto di Credito Sportivo e la Banca di Credito Cooperativo, per l’erogazione complessiva di 90 milioni di euro a condizioni agevolate. Insomma, chi  otteneva la concessione per il PVQ godeva dell'opportunità di accedere a condizioni di credito più che favorevoli garantite dal Campidoglio, che è tenuto a intervenire ove i prestiti non vengano restituiti. Tombola! Si comprende allora come la corsa alla concessione attizzasse l'interesse degli amici degli amici e come la politica sia potuta intervenire nella spartizione dei pani e dei pesci. Non si comprende invece come le concessioni abbiano potuto passare da una società all'altra con grande disinvoltura senza che il Comune intervenisse. E ancora, siccome ormai alcuni concessionari risultano morosi nel restituire i soldi alla banca, non si comprende come mai il Comune di Roma, garante, non sia intervenuto nei loro confronti con il rischio di dover cacciare lui i soldi, magari per piani finanziari discutibili sin dall'inizio. La riunione dello scorso anno doveva riordinare tutta la materia, ma l'esempio del PVQ di via Feronia e di altri che citeremo, dimostra che si è ancora, per buona o cattiva fede, in alto mare, mentre la denuncia di Foschi alla Procura segue il suo corso. Se poi è vero che delle anomalie sono state verificate e si verificano, ci si chiede  quali misure abbia preso il X dipartimento per riportare la legalità; quali e quante concessioni siano state revocate nel frattempo e se almeno dopo il nostro articolo sia stata revocata la concessione di via Feronia. In attesa di risposte Cinque Giorni prosegue la propria inchiesta sollecitando anche i contributi di chi, sui PVQ,  abbia notizie e segnalazioni.

 Giuliano Longo