I Padri Rogazionisti chiudono la litografia

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Il confronto con la Congregazione dei Padri Rogazionisti, entrato nel vivo dopo l'apertura della procedura di licenziamento collettivo aperta alla fine dello scorso agosto per i lavoratori della litografia 'Cristo re' di Morlupo, si è concluso con un mancato accordo. «Tale esito – spiegano la Slc Cgil di Roma nord e della Fistel Cisl di Roma e Lazio in una nota – è conseguenza delle molte criticità emerse durante il confronto, a cominciare da quella che attiene alle scelte di metodo effettuate dai Padri: è inspiegabile, ai nostri occhi, la scelta della Congregazione di far ricorso, oggi, al licenziamento collettivo senza mai aver prima esperito – negli anni e a fronte di una situazione di sofferenza evidente fin dal 2009 – anche attraverso gli strumenti offerti dagli ammortizzatori sociali, ogni tentativo utile per contenere e ridurre il costo del lavoro rendendo così sostenibile l'attività economica. Tortuoso e ai nostri occhi incomprensibile – proseguono i sindacati – il percorso che ha condotto i Padri alla decisione di chiudere la litografia, licenziando così i lavoratori: più e più volte, in tutti gli incontri ufficiali e non, la Congregazione ha dichiarato di voler comunque preservare il sito industriale, prezioso per la Congregazione tutta e assai rilevante, dal punto di vista sociale, per la comunità di Morlupo; nelle dichiarazioni rese dai Padri, inoltre, l'interesse per la tutela dei lavoratori occupati e delle loro famiglie – e la solidarietà che dà lustro e importanza alla scelta cristiana e sociale, missione di ogni cattolico – sono risultati elementi primari».

Sembra così ormai scontato l'esito finale per i lavoratori: il licenziamento collettivo e, poi, l'acquisizione dello stabilimento e la ricollocazione presso un'azienda di Pomezia.  «Ancora una volta chiediamo alla Congregazione perché la scelta sia caduta su un'azienda che ha il suo centro di attività nella zona di Pomezia – continuano i sindacati – e non su un imprenditore locale, che pure si era da tempo fatto avanti e che avrebbe garantito il mantenimento 'in loco' della litografia e di tutti i lavoratori. L'azienda prescelta dalla Congregazione ha già dichiarato di voler mantenere nello stabilimento di Morlupo soltanto una parte dei lavoratori, mentre gli altri verrebbero trasferiti a Pomezia». I sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione «da effettuarsi nei modi e nei tempi da determinarsi».