Punti verdi qualità: troppi passaggi, poca trasparenza

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Per districarci nel labirinto delle concessioni dei Punti Verde Qualità (PVQ) tocca considerare che molti aggiudicatari hanno cambiato il loro assetto societario nel corso degli anni, mentre molte aree si sono rese indisponibili per motivi di carattere amministrativo e altre ne sono state concesse in alternativa. In questo magma  si è pure tentato di definire le procedure per perfezionare gli atti di assegnazione dei PVQ, almeno sino alla riunione della commissione ambiente del 19 marzo dell'anno scorso da noi citata nell'articolo di ieri, eppure mentre si discuteva per mettere un po’ di ordine in materia il X dipartimento aveva prodotto atti assai discutibili, sempre a favore degli stessi imprenditori.

Vediamone alcuni esempi fra i più eclatanti e partiamo dalla associazione Anni Verdi onlus la quale dopo aver vinto il bando sull'area Villa Flora si vedeva assegnare in alternativa al pdz Torrevecchia II. Sin qui nulla di strano poiché è nella facoltà del Comune affidare in concessione un’area diversa da quella originariamente indicata a seguito di verifiche successive.  Il fatto è che Anni Verdi comunica al Campidoglio, motu proprio, che la concessionaria del punto dal 23 luglio 2003 è la Cooperativa sociale Agorà 96. Bel colpo se non fosse che questa procedura del cambio del cavallo in corsa non è proprio prevista dai regolamenti. Ma non finisce qui perché alla fine di novembre del 2005 Agorà cambia nome e diventa cooperativa sociale Millennium, mentre nel luglio del 2006 Anni verdi fallisce. Nel febbraio del 2010 le cose si complicano perché la Millennium cede la propria concessione alla Dolce Paradiso srl e nell'aprile dello stesso anno riceve una concessione più appetibile in un'area alternativa. Gli esempi di questi tortuosi percorsi giunti in nostro possesso sono almeno 7, ma prima di giungere alle conclusioni vogliamo citare un altro esempio. La Pat snc di Riccardo Armezzani ottiene originariamente in concessione il sito Pino Lecce,  ma agli inizi di agosto del 2003 le viene concessa la località del pdz 14 del Portuense.

Nel febbraio del 2006 PAT snc chiude e si trasforma in PAT srl. Proprietaria della PAT è la Planet Immobili srl che vede come amministratore quel Fabrizio Moro titolare di altri 4 PVQ a suo tempo avviati e gestiti dall'attuale segretario del sindaco Antonio Lucarelli. Ma l'illecito diviene eclatante quando nel maggio 2009 la PAT snc , chiusa da tre anni, comunica che il soggetto concessionario è la PAT srl successivamente costituita. Il ritorno dei morti viventi? No, probabilmente un falso per aggiustare un difetto di comunicazione. Nessuna paura perché nonostante la PAT srl si fosse iscritta alla Camera di commercio da poco, con il DD n.1050 il Comune, nel giugno 2009, le riconosce il titolo di concessionaria, con la differenza che l'area nel frattempo assegnata a Portuense  ha un valore notevolmente superiore a quella originariamente attribuita di Pino Lecce. Per capire gli intrecci fra i vari concessionari va segnalato che il Comune nel maggio del 2010 chiede formalmente a PAT srl di rinunciare alla originaria concessione di Pino Lecce indirizzando la lettera in via Salandra 6 dove guarda caso ha sede anche la Millennium di Patrizia Allieri già beneficiaria di molte concessioni.  Non vogliamo tediare i lettori con altri intricati esempi, ma l'impressione che si ricava dalle carte in nostro possesso è che si tratta sempre degli stessi soggetti che fanno compravendite e costituiscono società fra loro, sempre a ridosso di Determine Dirigenziali del Comune. E' evidente che la natura dei PVQ, che nelle intenzioni degli amministratori del 95 dovevano essere attrezzati e bonificati a fini sociali, divengono oggetto di ghiotte transazioni rese più appetibili dal credito agevolato concesso da Credito Sportivo e dal Credito Cooperativo a bassi tassi di interesse, ma soprattutto garantito dalle fideiussioni del Comune. Tocca ora tracciare una mappa dei miracolati  per capire di chi sono i PVQ realizzati, quelli da realizzare, quali ancora da concedere e soprattutto quanti sono naufragati e non vedranno mai luce. (continua)

Giuliano Longo