Da punto ristoro a mega ristorante

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Il Municipio XX, presumibilmente, sarà interessato dalle strutture che dovranno essere realizzate nel caso fossero assegnate a Roma le Olimpiadi del 2020, ma finora, spesso, il rapporto tra quel territorio e le aree sportive non è sempre stato felice. Un piccolo passo indietro per capire di cosa stiamo parlando.  Con un provvedimento del 3 aprile del 2000 il Consiglio comunale delibera di concedere un’ area comunale in via del Podismo alla U.S Boreale per la realizzazione di attrezzature ludico sportive e punti ristoro. Il 18 gennaio del 2007, sempre il Consiglio comunale, facendo riferimento a una serie di problemi, tra i quali “numerosi esposti dei cittadini”, decide di assegnare, in compensazione alla neo costituita Us Boreale srl, un’area all’interno del Parco di Tor di Quinto.

Si badi bene, la scelta dell’area è stata compiuta direttamente dalla società assegnataria.  “E te credo” si direbbe a Roma, infatti il comune permette alla Boreale Srl un’area di assoluto pregio, pianeggiante, limitrofo ad area verde ed ad un passo della ciclabile, al posto di uno spazio praticamente inutilizzabile in quanto in forte pendenza e soprattutto molto piccolo e stretto tra diverse strade e costruzioni. Un passo indietro per specificare, inoltre, che la Us Boreale srl non è la gloriosa Boreale nella quale sono cresciuti tanti bambini e ragazzi del territorio ma una nuova società senza particolari titoli sportivi. Nella delibera comunale si legge che il progetto definitivo è stato valutato positivamente «in virtù della riqualificazione del verde con nuovi impianti di irrigazione, vegetazione ed illuminazione con pannelli solari, del rifacimento della scogliera perimetrale del lago, dell’installazione dei manufatti per punti ristoro e per l’asilo nido e servizi sportivi, per la manutenzione di tutta l’area e la gestione dei servizi igienici pubblici ad uso gratuito».

Per carità, tutto vero e tutto bello ma c’è da chiarire il concetto di punto ristoro. In questo caso stiamo parlando di un ristorante di 1.000 mq e di un asilo che vorremmo fosse sempre pubblico. Rimangono, comunque, alcuni interrogativi. La cubatura attualmente in fase di realizzazione, nella prima assegnazione di via del Podismo, non era, non solo, realizzabile, ma neanche immaginabile. In quale fase si è concesso l’aumento di cubatura? O per l’area originariamente assegnata non esisteva progetto, tanto si sapeva che si trattava di un’assegnazione fittizia?  A pensar male si fa peccato ma…

carlitos