Gaia, torna l’allarme stipendi

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Ci risiamo: i Comuni non pagano, i contributi sono pochi e a rimetterci sono sempre i lavoratori. Torna a sorpresa l'emergenza occupazionale a Gaia spa. Neanche le garanzie offerte dalla Regione di un imminente salvataggio sono bastate a tranquillizzare dirigenti e sindacati, ora fianco a fianco per il raggiungimento di un obiettivo comune. Ieri pomeriggio  presso la sede del consorzio era in programma una riunione sullo stato di emergenza, ma è stato deciso di spostare direttamente in Regione la questione. Nulla infatti è dato sapere ancora sul futuro di Lazio Ambiente spa, la società rilevatrice del consorzio. I tempi stringono perchè entro fine anno scadrà la cassa integrazione e se non si avranno risposte immediate altri lavoratori potrebbero "usufruire" degli ammortizzatori sociali. Si tratta degli addetti ai termovalorizzatori, precisamente 24, messi in esubero dalla dirigenza.

Per loro e per altri potrebbe essere a rischio il posto di lavoro. E il motivo è sempre lo stesso: calo delle commesse e mancanza dei contributi Cip6. Una congiuntura partita sei mesi fa e da cui oggi sembra difficile trovare una via d'uscita. Al centro del dibattito anche le difficoltà di cassa del consorzio, di nuovo costretto a "inseguire" i diversi Comuni morosi. Voci insistenti parlano addirittura di problemi di pagamento degli stipendi per il mese di novembre. «Sarebbe una tragedia – commenta il segretario dell'Ugl Remo Cioce. E' una crisi annunciata, effetto dei ritardi e dell'imprudenza delle istituzioni. Non c'è ancora nessuna novità su Lazio Ambiente, temiamo per il futuro di tutti i lavoratori. Se non avremo risposte adeguate – continua Cioce – saremo costretti di nuovo a intraprendere la via della protesta».

 Carmine Seta