Il teatro comunale delle polemiche

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Un teatro in costruzione da circa 26 anni. Cambiano gli scenari politici, ma pur senza un palcoscenico lo spettacolo è garantito. Gli interpreti di questa storia sono l’assessore alla cultura Patrizia Mancini, il coordinatore Sel Roberto Silvestrini, il capogruppo consiliare del PdL Fabio Papalia ed il capogruppo della Lista Civica Barbaliscia – Udc Arnaldo Melaranci che in questi giorni hanno animato un botta e risposta a distanza sullo stato attuale del teatro dopo l’ennesimo furto, avvenuto una settimana fa. All’indomani dell’atto vandalico, l’assessore alla cultura avanzava la possibilità di far intervenire un privato per portare a termine la realizzazione dei lavori. Immediata la reazione critica di Silvestrini: «La Mancini, pur essendo un ottima organizzatrice di feste e concerti, non brilla purtroppo per originalità quando afferma la possibilità di far intervenire un privato per finanziare i lavori conclusivi. Per la giunta Gabbarini il teatro comunale non è un’opportunità di crescita, bensì un annoso problema da risolversi con l'ennesima privatizzazione».

La replica non si è fatta attendere: «In tutta la campagna elettorale si disse e si scrisse che il teatro era stato ultimato: niente di più lontano dalla realtà – ha commentato in risposta la Mancini –. Credo che solo l'intervento di un privato possa permetterci di reperire il milione e mezzo di euro che occorrono per completare la struttura. Di certo non prenderemo in giro i cittadini per scopi elettorali, né privatizzeremo o svenderemo il teatro e il nostro patrimonio immobiliare, ma, contestualmente, non possiamo più permettere che uno "stock di capitale" pubblico, costato finora centinaia e centinaia di migliaia di euro, rimanga abbandonato e soggetto a deperimento e vandalismi». Sull’argomento si è aggiunta la voce di Papalia: «Siamo decisamente stanchi di ascoltare il continuo scarico delle responsabilità dei vari amministratori di Genzano. Ricordiamo a tutti che nell’attuale giunta sono presenti 4 membri di quella precedente e riteniamo del tutto fuori luogo scaricare le responsabilità e negligenze sui passati esecutivi».

Federica Tetti