Rissa e fiamme al centro rifugiati

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Rissa e fiamme al centro per rifugiati di Castelnuovo di Porto. L’ennesimo episodio è avvenuto l’altra notte. La lite, poi degenerata, è scoppiata tra  cittadini tunisini che si sono affrontati con tutto quello che gli è capitato a tiro, bastoni e bottiglie comprese. Alla fine il bilancio è stato di quattro feriti, di cui due soccorsi per trauma cranico, tutti trasportati presso il nosocomio eretino. Ma non solo botte, perché almeno tre stanze del centro richiedenti asilo sono state date alle fiamme. Sul posto insieme alla polizia sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco. Alla fine insieme ai cittadini tunisini fermati nel centro si è dovuta fare la conta dei danni, e non è la prima volta. Di risse a colpi di spranghe e bastoni ce ne sono state diverse all’interno del Cara e tutte tra immigrati nord-africani. Il problema sulla delicata questione relativa al centro di Castelnuovo e alla difficile convivenza tra i cittadini stranieri che sbarcano a Lampedusa e chiedono asilo politico è stato spesso affrontato.

Le maggiori criticità – è stato segnalato –  sono dovute al fatto che all'interno del Cara sono provenienti cittadini da Paesi africani in guerra tra loro da lungo tempo e che, quindi, facilmente possono dar luogo a tensioni e scontri. Ed essendo liberi di circolare al di fuori del Centro di accoglienza hanno la possibilità di procurarsi coltelli e altre armi che vengono poi utilizzate nel corso delle varie risse. Di recente c’è stata poi la questione del trasferimento, dei rom provenienti dagli insediamenti abusivi della capitale, decisione presa dal Comune di  Roma per  cercare di risolvere la “questione” nomadi  e mal digerita dagli amministratori locali e dai cittadini che contro il provvedimento hanno organizzato sit-in  e manifestazioni di protesta.

 Adriana Aniballi