I gioielli dimenticati di Villa Ada

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Il viaggio di Cinque all'interno dei parchi di Roma inizia da Villa Ada, 180 ettari di verde che la rendono il secondo parco più grande della capitale. Entriamo dall'ingresso principale, in via Salaria 273: qui troviamo i primi segni del degrado tanto lamentato dai cittadini romani. Scritte sulla cancellata e segnaletica del parco resa illeggibile dall'incuria e dal vandalismo. Non solo: tanti sono i motorini parcheggiati nello spiazzo interno. Imbocchiamo subito un sentiero, costeggiamo aree recintate e chiuse al pubblico. Tra la folta vegetazione, troviamo la chiesetta del Divino Amore  messa in sicurezza. Gli edifici della villa che è stata residenza ufficiale dei Savoia dal 1904 al 1946 sono abbandonati e per lo più nascosti tra arbusti e recinzioni. Unica eccezione: la sede dell'Ambasciata della Repubblica Araba d'Egitto. Anche le mura della villa sono divorate dai writers e dalla vegetazione.

«L'illuminazione è del tutto assente», fa notare subito un passante. E' vero: i lampioni sono per lo più divelti o senza lampadine. Troviamo il Tempio di Flora ridotto ormai a rudere: la fontana è senz'acqua, i vetri rotti, scritte e graffiti all'interno e all'esterno e muschio sulle pareti. Riprendiamo il sentiero, i pochi pannelli con le indicazioni sulla villa sono tutti illeggibili e sono comunque insufficienti capire dove dirigersi. L’ orientamento che è reso ancor più difficile dalla condizione di abbandono in cui versa la flora del parco. «E' difficile cogliere l'importanza storica dei reperti conservati all'interno della villa», ci suggeriscono le persone. Ci avviciniamo all'area del laghetto, dove la situazione ritorna alla normalità. Il parco è pulito, ma «ci sarebbe bisogno di qualche panchina in più», dice una mamma con prole al seguito.

Finalmente vediamo una mappa del parco leggibile, vicino al noleggio delle biciclette. Costeggiando il lago ci inoltriamo verso il percorso salute. Anche qui poche panchine e assenza di indicazioni. Arriviamo in piazzale Altiero Spinelli, passando per viale Luigi Liegro: buche e avvallamenti rendono difficile la passeggiata. Non abbiamo visto vigilantes all'interno del parco: «E' totalmente assente la sorveglianza», conferma una mamma. L'associazione Amici di Villa Ada, comitato sorto per difendere la tutela del parco, dalle pagine del proprio sito continua a denunciare: «L’intero parco, quell’area di estensione tale che va da piazza Ungheria a Forte Antenne a via Salaria, con un patrimonio naturale di importanza prioritaria è tuttora in uno stato di incuria e di degrado, senza un piano di assetto, senza un organismo responsabile della manutenzione, senza un progetto di riqualificazione e di valorizzazione».

 Paola Filiani