San Raffaele, fiaccolata di speranza

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Sono stati almeno un migliaio (per gli organizzatori addirittura il doppio) coloro che al crepuscolo di sabato hanno preso in mano una fiaccola e intrapreso un lungo cammino nel cuore di Velletri. Un cammino lungo come quello davanti ai tanti lavoratori della clinica San Raffaele, da diversi mesi costretti a cercare una via d’uscita dal tunnel in cui sono stati loro malgrado ricacciati. In testa al corteo il sindaco Fausto Servadio che non ha mai mancato di solidarizzare, a parole e coi fatti, con i malcapitati lavoratori.

Tante le bandiere, gli striscioni, gli slogan intonati a salvaguardia dei posti di lavoro e dalla continuità della struttura sanitaria. Punto di partenza il “triangolo” della via dei Laghi, dove la statale Appia incrocia la strada che conduce alla clinica. Il tragitto ha condotto fino alla cattedrale di San Clemente, sede della diocesi di Velletri-Segni, che in assenza del vescovo Apicella è stata rappresentata da don Cesare Chialastri. Accanto a loro tante associazioni, sigle sindacali e semplici cittadini. L’auspicio della comunità è che quest’ennesima manifestazione popolare possa sortire gli effetti sperati, tenendo conto che il 24 novembre scadrà la proroga al preavviso di licenziamento. Parole dure nei confronti della governatrice Renata Polverini, che nelle ore precedenti alla manifestazione ha gettato sulla Procura le responsabilità di quanto accaduto.

«Quanto sta avvenendo non è relativo ad una autonoma decisione della Regione – ha detto –, visto che abbiamo fatto quanto potevamo per salvaguardare i livelli occupazionali. Se la proprietà ha deciso diversamente – ha concluso – se ne assuma la responsabilità». Per nulla accondiscendente la replica di Sinistra e Libertà di Velletri, per la quale con queste dichiarazioni «la Polverini, pur consapevole del dramma che stanno vivendo i lavoratori e del sostegno che la città manifesta nei confronti di questa vertenza, scarica sulla magistratura le sue responsabilità».

 Daniel Lestini