Un’ordinaria giornata di caos

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Ancora momenti di tensione tra cittadini e Atac per la qualità del Tpl, come accaduto ieri mattina sul marciapiede della Roma-Viterbo, nella stazione Flaminio. Alle 7,50 il “trenino” urbano delle 7,12 proveniente da Montebello era appena arrivato, ma con più di 10 minuti di ritardo. Aperte le porte l’enorme quantità di persone  che aveva viaggiato ammassata nei vecchi vagoni, si riversava come un fiume in piena sul marciapiede centrale. Un marciapiede unico in una stazione ferroviaria ormai insufficiente a permettere transito e stazionamento in sicurezza dei passeggeri. Mentre la gente cercava di defluire verso il piazzale antistante, utilizzando anche il marciapiede laterale e il binario n. 1  libero da treni, le molte persone in attesa di salire ne erano di fatto impedite e aspettavano che si liberasse l’accesso al treno, quando l’improvviso  fischio avvisava della chiusura delle porte. Grande  la rabbia dei passeggeri arrampicati sul gradini del treno, che si erano visto chiudere le porte in faccia dopo la lunga attesa e sembravano non sortire nulla le ampie  gesta di richiamo per farle riaprire. Dopo altri fischi “a vuoto” e un tentativo di dissuasione della guardia giurata per far demordere i viaggiatori “gabbati” e infuriati, le porte si sono riaperte.

«Tutto sotto l’indifferenza di alcuni dipendenti presenti davanti  all’ufficio del capo stazione », dice Alfonso, che come il cronista si era fermato a chiedere spiegazioni. «Che cosa avrebbe dovuto fare?», risponde un baffuto dipendente . «Avrebbe dovuto andare via alle 7,44», farfuglia mentre si allontana scuotendo la testa. «Evidentemente deve essere questo il concetto di servizio pubblico che vuole l’Atac – commenta Alfonso -.  Far finta di rispettare gli orari, pure lasciando la gente  a terra come l’altro giorno a Labaro, dove  è rimasto fermo con le porte chiuse per più di un minuto senza far salire altri, e poi è partito». Un comportamento che è sembrato a molti dei presenti una provocazione, un preludio alla difficile giornata di oggi che penalizzerà ancora una volta le fasce più deboli della cittadinanza, per lo sciopero dei trasporti che vedrà interessati Cgil, Cisl , Uil e Ugl, dalle 8,30 alle 12,30 e per l’intera giornata la  Faisa Cisal, con orario 8.30-12.30 e dalle ore 20 a fine servizio, con fascia di garanzia 17-20. 

 Maurizio Ceccaioni