Studenti, iniziano le occupazioni

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Riparte l'autunno caldo della lotta studentesca, e dentro ci sono tutti i colori della protesta. Mentre giovani di destra e di sinistra già ieri protestavano contemporamente in diversi quartieri, la città si prepara oggi a vivere un altro momento caldo: il sit in previsto a partire dalle 9.30 e fino alle 14 a Trastevere, in Largo Bernardino da Feltre, proprio di fronte alla sede del ministero dell'Istruzione, con relativi disagi per il traffico e la deviazione di numerose linee bus. Ma intanto ieri mattina la città era già tutta un fermento e un coro di protesta declinato nelle più varie forme. I giovani di Blocco studentesco hanno inscenato in 30 licei della Capitale, dal Giulio Cesare al Mamiani fino al Virgilio, il Righi, il Convitto, e il Farnesina, una protesta dai toni forti. Davanti ai cancelli delle loro scuole hanno portato manichini sepolti dai calcinacci e mattoni macchiati di sangue per protestare contro i tagli all'edilizia scolastica e per denunciare la mancanza di sicurezza degli istituti.

"Un'azione di forte impatto per ricordare che la nostra scuola cade a pezzi e che a scuola si arriva addirittura a morire – afferma Daniele Castellani – A un giorno dall'anniversario della morte dello studente di Rivoli a causa del crollo del controsoffitto della propria scuola abbiamo voluto ricordare a studenti, presidi, professori e soprattutto politici che oltre i 2/3 degli istituti non sono a norma, che gli edifici sono insicuri e privi di autorizzazioni e che, invece di intervenire, si tagliano ancora i fondi per l'edilizia scolastica, in attesa probabilmente dell'ennesima tragedia annunciata». Già da sabato scorso invece è in stato di occupazione il liceo artistico di via di Ripetta e ieri l'assemblea degli studenti, cui hanno partecipato oltre 150 ragazzi ha deciso di dar vita ad una settimana di autogestione con corsi programmati dai ragazzi, laboratori e interventi di esperti esterni. Tema principale della settimana sarà il nodo dell'integrazione tra scuola e mondo del lavoro in un settore molto delicato come quello artistico e dello spettacolo. L'occupazione, hanno tenuto a precisare gli studenti di via di Ripetta non vuole essere contro la dirigenza o i professori ma «è per dimostrare che noi studenti possiamo gestire le attività e creare una maggior integrazione con il mondo del lavoro» e per sottolineare la cronica mancanza di fondi.