La Bicamerale boccia Quadro Alto e Corcolle

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Anche la commissione bicamerale sulle ecomafie ha bocciato il sito di Quadro Alto a Riano così come quello di Corcolle. A  Riano le distanze non rispettano quelle stabilite dalla stessa Regione, c'è la presenza di falde idriche al livello del piano di campagna e di corsi d'acqua che portano direttamente al Tevere. A Corcolle ci sono vincoli archeologici e c'è villa Adriana a meno di un chilometro.  Queste le obiezioni mosse ieri dal presidente della commissione Ecomafie Gaetano Pecorella dopo un sopralluogo nei luoghi indicati per il dopo Malagrotta.

«E' evidente che occorre trovare altre soluzioni. Roma si deve prendere le sue responsabilità – ha detto ieri il consigliere regionale Carlo Lucherini. E' urgente a questo punto una nuova audizione con il prefetto Pecoraro e con i membri delle commissione antimafia. Il sopralluogo di stamattina (ieri ndr) non lascia spazio a dubbi. Vanno individuati altri siti e messa in campo una nuova strategia di gestione dei rifiuti di Roma  che soprattutto non vanno scaricati in altri comuni che tra l'altro stanno facendo scelte importanti nel senso di raccolta differenziata».

«E’ la conferma di quanto sosteniamo da tempo – affermano in una nota Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, consiglieri di Sinistra ecologia e libertà alla Regione Lazio. Lo studio preliminare della  Regione Lazio, sul quale si sono basate le scelte del commissario straordinario, era incompleto e parziale, tant’è che i siti per realizzare le discariche sono stati individuati in base alle domande presentate dagli imprenditori privati.  Non possiamo dimenticare – dicono Nieri e Zaratti – che Quadro Alto era già stato bocciato anni fa per incompatibilità paesaggistica e ambientale, mentre Corcolle è area ad elevato rischio di esondazione ed è classificato nel Piano Assetto Idrogeologico come R4 (massimo rischio esondazione). Ma c’è dell’altro – aggiungono Nieri e Zaratti  – la Commissione parlamentare ritiene impossibile realizzare i due siti temporanei in pochi mesi. E’ del tutto evidente che il 31 dicembre, giorno in cui la discarica di Malagrotta dovrebbe chiudere, è dietro l’angolo e la realizzazione dei siti è irreale».