Crolla la tribuna dello stadio. I carabinieri aprono un’indagine

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Tanta paura e 4 feriti lievi domenica allo stadio Rocca Bruna di Villa Adriana dove ha ceduto una parte di tribuna facendo cadere dall’altezza di circa un metro 4 tifosi. Un fatto accaduto poco dopo mezzogiorno quando sul campo di Villa Adriana si affrontavano per il girone H del campionato di Seconda Categoria il Corcolle e il Valle Martella. Un incidente che ha subito decretato la sospensione dell’incontro con l’intervento del pronto soccorso che ha trasportato i quattro tifosi all'ospedale San Giovanni Evangelista, dove gli sono stati refertati tre codici verdi ed un codice giallo. Un cedimento presumibilmente legato a un ferro dissaldato, in relazione al quale stanno indagando i carabinieri della stazione di Tivoli Terme e la polizia locale di Tivoli, che hanno già adottato un provvedimento di chiusura della tribuna del Rocca Bruna.

Un crollo in relazione al quale l’assessore allo Sport del Comune di Tivoli Laura Cerroni spiega: «L'impianto sportivo di Rocca Bruna dove si è registrato l'incidente domenica mattina non è di proprietà comunale. L'unico atto che riguarda il Comune è la richiesta di comodato d'uso per il campo di rugby, adiacente a quello dove è avvenuto l'incidente, e che viene utilizzato dalla società Tivoli Rugby che ha presentato tutta la certificazione richiesta e necessaria. Ogni atto è documentato – ha aggiunto l'assessore -. Il campo di calcio era stato dato in comodato d'uso fino al 30 giugno 2011, accordo poi non rinnovato visto che la società Villa Adriana non ha più fornito la documentazione necessaria. A fine luglio comunque abbiamo comunicato alla Figc la disponibilità  per l'utilizzo del campo Arci affinché il Villa Adriana potesse proseguire le attività sportive. Ci tengo – ha concluso l'assessore Cerroni – ad esprimere a nome del sindaco e di tutta l'Amministrazione comunale sentita solidarietà alle persone coinvolte nell'incidente. Il mio augurio è che la pratica sportiva venga svolta sempre nella massima sicurezza di tutti».

Mauro Cifelli