Delibera Cam: operatori dei mercati in piazza

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Si presenta come proposta di riqualificazione e reperimento di immobili destinati ad housing sociale, ma si traduce nella solita svendita di spazi pubblici a concessionari dal fiuto sopraffino. Per questo in più di cento tra operatori, cittadini e rappresentanti di comitati sono scesi ieri mattina in piazza della Bocca della Verità, sotto gli uffici comunali, a far sentire la propria voce contro la bozza di delibera che mette a repentaglio l’esistenza dei mercati Magna Grecia, Pinciano e Trieste, per far posto a nuovi parcheggi la cui costruzione sarebbe affidata alla Cam S.r.l. Hanno urlato, fischiato e manifestato tutta la loro rabbia per l’intera mattinata finché, verso le 11, è arrivato il tanto atteso incontro in Comune.

Un’ora e mezza di confronto durante il quale la delegazione formata dai presidenti dei tre mercati e altri rappresentanti, dieci in tutto, hanno espresso all’assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni tutto il disappunto per una delibera che, oltre a mettere sulla strada le loro famiglie, priverebbe il territorio di tre storici mercati coperti perfettamente integrati col tessuto sociale, che ogni giorno svolgono un puntuale servizio commerciale ma anche sociale. «Abbiamo parlato con l’assessore – ha dichiarato all’uscita dal colloquio il capomercato di via Magna Grecia Alessandro Albanesi – strappandogli un altro incontro a cui presenzieranno anche il sindaco e gli assessori Antoniozzi e Aurigemma. Chiediamo che ci mettano per iscritto una modifica alla delibera che consenta a noi di continuare a lavorare e a loro di fare comunque un grande affare. La proposta – spiega Albanesi – è che la Cam possa avere le autorimesse annesse ai mercati in cambio di una ristrutturazione misurata, senza demolizioni o scavi. Se la società non accetta si può fare una gara d’appalto pubblica e trasparente per raggiungere un risultato condiviso».

«Abbiamo fatto presente tutte le anomalie del caso – ha aggiunto il presidente del mercato Pinciano Roberto Durante – incluso l’affaire dei parcheggi inutilizzati, ma non ci basta. Chiediamo che se ne parli col sindaco e che noi presidenti si possa assistere a questo tavolo di trattativa in cui la condizione di partenza deve essere una sola: non vogliamo nessuna collocazione in altra struttura». «Se l’intento è quello di reperire nuovi posti auto – ha chiosato Anna Maria Bianchi del coordinamento comitati No Pup – non sembra molto razionale aumentare cubature ed inserire attività commerciali in aree già ad alta densità abitativa». Anche per questo operatori e residenti coinvolti nella vicenda non si danno per vinti e, mentre ripongono megafoni e striscioni, ci promettono che andranno fino in fondo.

Marco Di Tommaso