Angelucci, chiude la terapia intensiva

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In attesa  dell’incontro in Regione e del pronunciamento del Tar sulla sospensiva richiesta dal Comune di Subiaco in merito alla delibera che di fatto “chiude” l’Angelucci, il nosocomio  sublacense continua  a perdere pezzi. E’ di ieri la notizia che la Asl RmG , con comunicato apparso sul proprio sito web firmato dal direttore Nazareno Brizioli, ha deciso «con decorso immediato alla dismissione dell'attività di terapia intensiva dell’ospedale».  I posti letto del reparto da ieri non sono più disponibili e la Asl ha solo assicurato, «ai pazienti  già ricoverati la necessaria assistenza fino alla loro dimissione». La notizia che ha lasciato tutti con l’amaro in bocca  nella cittadina della Valle dell’Aniene è però quella che i posti letto di terapia intensiva che si trovavano nell’ospedale di Subiaco, «saranno ricollocati in quello di Colleferro appena saranno portati a termine i lavori di ristrutturazione».

L’annuncio della Asl RmG non ha mancato di suscitare reazioni tra gli abitanti dei comuni del comprensorio che sono di nuovo pronti a scendere in piazza e chiedono l’intervento immediato della Amministrazione comunale.  Le prospettive per l’Angelucci di mantenere un minimo di “attività” sembrano quindi allontanarsi giorno dopo giorno, nonostante le iniziative messe in atto dagli amministratori locali per “salvare” il salvabile. Oggi è previsto l’incontro in Regione per discutere del documento con le richieste avanzate dai sindaci dell’area. «La convocazione di un tavolo tecnico – ha detto il primo cittadino di Subiaco Francesco Pelliccia – per discutere della rianimazione, richiesto ufficialmente da noi sindaci nell’ultimo documento sottoscritto il 9 novembre scorso, è certamente un obiettivo importante, in quella sede dobbiamo con voce ferma e univoca sottoporre e reiterare le richieste formulate sino ad oggi». 

 Adriana Aniballi