Lazio Ambiente, ecco i 20 milioni promessi

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Dopo tante parole, finalmente arriva un po' di "ciccia". Con la patrimonializzazione di 20 milioni, si è concluso finalmente l'iter amministrativo per la costituzione di Lazio Ambiente spa, la società rilevatrice di Gaia. A comunicarlo sono stati i sindacati dei lavoratori, ricevuti nei giorni scorsi dalla Regione per affrontare il nodo del futuro del consorzio dei rifiuti colleferrino, in amministrazione controllata dal 2007, in seguito allo stato di insolvenza decretato dal Tribunale di Velletri. Entro dicembre la Regione dovrà formalizzare un'offerta al commissario per l'acquisizione degli impianti. «Sarà una prima base per capire come usciremo da questa crisi – afferma Remo Cioce dell'Ugl. La Regione vuole rispettare i propri impegni ma ci spaventano i tempi di attuazione dei vari procedimenti. A dicembre, tra le altre cose, scadrà la cassa integrazione per 45 lavoratori e bisognerà capire come andare avanti e ancora per quanto tempo». Entro aprile dovrebbe essere tutto concluso. L'offerta è aperta anche ai privati, che potrebbero, in caso di proposta migliorativa, subentrare alla Regione, ma sembra ora impossibile trovare una cordata dopo i due tentativi andati a vuoto nei mesi precedenti.

Alla Regione sarà inizialmente riservata la totalità delle azioni e successivamente, non meno del 51% del capitale sociale. Questo significa che entreranno dei privati, ma solo attraverso un bando per la gestione. Solo così infatti si potrà far fronte alle centinaia di migliaia di euro di debiti ancora pendenti in azienda. «In parte dovuti ai crediti non riscossi dagli enti locali serviti», assicurano in Regione, che però ammontano a "soli" 53 milioni. Poi ci sono le 8 società controllate, attive in diversi settori e le 5 inchieste della magistratura per bilanci ritenuti non veritieri, violazioni ambientali e presunti episodi corruttivi relativi agli appalti, tra cui quelle per la costruzione e gestione dell’impianto di Colleferro. Quanto ai lavoratori, resta appesa a un filo la sorte dei 45 in cassa integrazione e degli altri 24 dei termovalorizzatori, messi recentemente in esubero. La Regione ha garantito per tutti loro una copertura, facendosi da garante presso i Comuni per i corretti pagamenti delle quote.  Le premesse sono giudicate positive dai sindacati, ma si pone un rispetto rigoroso dei tempi. Un'altra proroga potrebbe risultare fatale.

Carmine Seta