74 lavoratori Argol a rischio licenziamento

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Settantaquattro lavoratori della Argol, società di handling e logistica che opera all’interno dell’aeroporto di Fiumicino Leonardo Da Vinci, rischiano di restare senza lavoro dal 31 gennaio 2012. Alitalia, infatti, ha aperto nei loro confronti le procedure di messa in mobilità manifestando l'intenzione di non rinnovare l'appalto in scadenza. «In realtà sulle decisioni che adotterà Alitalia non c'è nulla di ufficiale», precisa un addetto Argol, «Noi abbiamo più volte chiesto informazioni e rassicurazioni in tal senso, ma non ci sono mai arrivate risposte. Alitalia è latitante e non è questo l'atteggiamento che dovrebbe avere nei confronti dei lavoratori».

Nonostante l'assenza di carte, però, sembra proprio che la compagnia di bandiera abbia deciso di terminare la collaborazione con l'Argol e di puntare su stagionali assunti con contratti a tempo determinato. Il rischio ulteriore, per i 74 dipendenti in mobilità, è che non venga rispettata nemmeno la cosiddetta "clausola sociale", che consente il ricollocamento al personale di una società costretta a chiudere i battenti o che perde una commessa. «Mi auguro nell'ipotesi peggiore che almeno l'accordo firmato lo scorso anno fra AdR, Enac, Alitalia e sindacati venga rispettato, altrimenti sarebbe un vero dramma», proseguono i lavoratori, che in questi giorni stanno dando vita a un presidio permanente all'entrata dei varchi aeroportuali con annesso volantinaggio «per cercare di sensibilizzare le istituzioni, amministratori locali e i cittadini su un problema che investe numerose famiglie».  

L'appello, al momento, è stato accolto dal Pd di Fiumicino e da quello regionale. Michela Califano, capogruppo dei Democratici del Comune traianeo, ha annunciato una serie di interrogazioni che verranno protocollate nei prossimi giorni, ricevendo il sostegno del vicepresidente della Regione Lazio Bruno Astorre. «La decisione di Alitalia di non rinnovare l’appalto all’Argol, internalizzando il servizio senza garantire la cosiddetta riprotezione e tenere conto delle clausole di salvaguardia sociale – sottolinea Michela Califano – è gravissima. Il Partito democratico si schiera a fianco dei 74 dipendenti per i quali è stata aperta la procedura di messa in mobilità e auspica che facciano altrettanto le forze politiche di maggioranza del Comune di Fiumicino. L’aeroporto Leonardo Da Vinci deve garantire un rilancio economico e occupazionale del nostro territorio», conclude il capogruppo Pd. «Non possiamo essere più succubi di logiche astruse che premiano sempre gli stessi e penalizzano solo i lavoratori».