Centro per profughi a Spallette. I residenti non lo vogliono

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In via Arzana 67, nella zona Spallette, è stato aperto il 9 novembre un centro d’accoglienza temporaneo per profughi minorenni provenienti dal Nord Africa in base allo stato di emergenza umanitaria decretato dal ministero degli Interni a causa dell’eccezionale afflusso di persone provenienti da quella parte del continente africano. Come soggetto attuatore del decreto è stato nominato il Comune di Roma attraverso il Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali. Il centro è gestito dalla Cooperativa Sociale Domus Caritatis e può ospitare circa cento persone.

La struttura che accoglie il centro è scelta dalla Cooperativa e si tratta di un residence privato che fa parte di un complesso edilizio comprendente appartamenti dove da pochi anni vivono decine di giovani famiglie. Il residence è stato dato in affitto alla Cooperativa.  Spallette è una zona nata da poco dove mancano molti servizi e infrastrutture come l’illuminazione stradale, le aree verdi, i mezzi pubblici, esercizi commerciali e una rete stradale adeguata alle esigenze di una popolazione in continua crescita.  «Proprio per questi problemi – affermano gli inquilini degli appartamenti confinanti con il residence – riteniamo il nostro quartiere non adatto a ospitare una struttura del genere.  Abbiamo parlato con il Dipartimento dei Servizi Sociali del Comune il quale ha detto che loro possono andare in deroga su tutto ma noi chiediamo che venga garantita la sicurezza del quartiere per esempio con un servizio di sorveglianza poiché noi abbiamo fatto degli investimenti su questi appartamenti».

Il consigliere Pdl del Municipio XV Augusto Santori, dopo aver visitato la struttura, ha dichiarato di comprendere le preoccupazioni dei cittadini «anch’io ritengo che Spallette non abbia un tessuto sociale e urbanistico adatto ad ospitare una struttura del genere – afferma Santori – per questo ho parlato con il Dipartimento che si è preso l’impegno affinché la struttura chiuda entro il 31 dicembre. Conosciamo i provvedimenti della Presidenza del Consiglio sull’emergenza profughi ma non possiamo condividere il fatto che questo genere di strutture si insedi proprio nel cuore di quartieri di nuova urbanizzazione in un contesto dove, tra l’altro, già esiste a pochi metri il CIE di Ponte Galeria».  

Ivan Selloni