Discariche, il prefetto dice sì alla rianalisi

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Dopo la mobilitazione delle popolazioni locali, i sette ricorsi al Tar e la bocciatura della Bicamerale, il prefetto ha detto sì a nuove indagini sui siti individuati per il dopo Malagrotta. Ora niente viene dato per scontato, ma fa discutere la decisione di provvedere a «un'occupazione forzosa» dei terreni di Quadro Alto e Corcolle per eseguire gli studi necessari. Alcuni sperano in un ripensamento, ma per l'Amministrazione comunale di Riano si tratta solo di un atto propedeutico alle procedure di esproprio già annunciate. «Noi siamo contrari – ha detto l'assessore all'Ambiente del Comune di Riano, Luca Abbruzzetti. E' una decisione che cozza fortememente con la dichiarazione di stato di emergenza. Così infatti si allungheranno i tempi. Da una prima analisi – continua l'assessore – serviranno almeno 90 giorni per uno studio approfondito dell'area e altri 90 per la messa in sicurezza. Così si arriverebbe tranquillamente all'estate, con una vera emergenza rifiuti».

Più articolata la posizione del consigliere Luigi Poeta che si domanda «perchè tali analisi non siano state fatte prima della scelta. A questo punto mi chiedo – continua Poeta – o gli studi non sono mai stati fatti o non sono stati eseguiti con le dovute accortezze. E poi perchè adesso non si procede anche alla rianalisi degli altri sei siti individuati?» Questioni già sottoposte alla Regione, di cui però non si è avuta alcuna risposta. Intanto alla Pisana fa discutere la decisione della giunta di ritirare il Piano rifiuti dalla commissione Ambiente, portandolo direttamente in aula ed evitando così il confronto democratico che si stava sviluppando sulle proposte alternative alle discariche e agli inceneritori. Una decisione che ha suscitato le proteste dentro e fuori dell'aula, dove le associazioni hanno annunciato forme di mobilitazione permanente. «Il gruppo Sps discarica Riano risponde presente all'appello del presidente dei Verdi Nando Bonessio, per la creazione di un presidio permanente del Consiglio regionale per i giorni 6 e 7 dicembre – spiegano. Il presidio ha l'obiettivo di protestare fermamente contro la decisione della giunta Polverini. Non possiamo accettare che si passi sopra il diritto alla salute dei cittadini, senza discussione e a forza di colpi di mano – continuano. Ribadiamo il nostro no ad un Piano rifiuti che prevede vecchie logiche di gestione dei rifiuti, che favorisce i soliti noti e che si vuole far passare senza il giusto confronto democratico». Di queste e altre considerazioni di carattere più tecnico dovrà sicuramente tenere conto il Tar del Lazio chiamato il prossimo 7 dicembre a pronunciarsi sul ricorso del Comune di Riano. Anche per quella data sono attese grandi mobilitazioni nella capitale.

Carmine Seta