Si riapre il baratro della crisi per Albafor: protesta dei lavoratori

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E’ sfumato l’iniziale ottimismo con cui si era aperto il tavolo di concertazione tra sindacati e Amministrazione comunale, lo scorso 12 novembre, sulla questione Albafor. Alle rassicurazioni e alle promesse non sono seguiti i fatti e lunedì mattina, mentre nel palazzo si discuteva sulla questione, un centinaio di dipendenti hanno inscenato una protesta davanti al municipio, contro il reiterato immobilismo che sta spingendo sempre di più l’istituto di formazione professionale, di proprietà del Comune, verso il baratro della crisi. Nella lettera a firma di tutte le sigle sindacali, inviata all’Amministrazione e ai vertici dell’Albafor, i lavoratori «dicono basta» di fronte al ritardo nei pagamenti, ad una gestione incoerente e inefficace e alla mancanza di azioni concrete volte alla riqualificazione e al rilancio della società partecipata.

«A distanza di tre settimane dal primo incontro è stato disatteso il termine del 25 novembre per l’attribuzione dei salari – si legge nella nota -, non ci sono segnali di ottimizzazione, né di razionalizzazione nell’uso delle risorse umane e logistiche, si procede alacremente a trasferimenti irrazionali che producono ulteriori disagi tra i lavoratori e alimentano sacche di privilegio, le risorse previste da finanziamenti provinciali per l’assistenza specialistica sono inutilizzate e le maternità non vengono sostituite. I lavoratori non tollerano più l’inefficienza e l’incapacità di chi è deputato a dirigerli. Il mancato rispetto di quanto deciso rappresenta l’ennesimo affronto a chi continua, nonostante le difficoltà, ad operare indefessamente nell’esercizio delle proprie funzioni». Una posizione ferma e compatta di tutto il fronte dei lavoratori nel pretendere soluzioni immediate e un cambio di rotta in ambito gestionale che sia realmente in grado di tenere la struttura in vita e rilanciarla.

Michela Emili