No di Marino a raddoppio del binario

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Raddoppio del binario ferroviario della Ciampino-Velletri? Per Ariccia, Lanuvio, Ciampino, Albano, Velletri e Genzano se ne può parlare, per Marino no. Il diniego istituzionale di Palazzo Colonna è giunto nell’ultimo Consiglio comunale quando la maggioranza palozziana, eccezione fatta per l’astensione di Prinzi, ha respinto la mozione dell’esponente civico Tammaro, che in pratica chiedeva all’assise di esprimere favore per l’iniziativa del Comitato per il raddoppio. Il documento, votato positivimente dalla minoranza, è stato dunque rispedito al mittente da Pdl e alleati, che hanno giustificato la scelta sulla scorta di presunte incongruenze all’interno dello studio dell’associazione promotrice del progetto su ferro: «Per esempio – spiega il capogruppo Pdl Cianci – la questione relativa i nodi di scambio ubicati nei pressi, se non addirittura nel Parco dell’Appia Antica. Noi pensavamo poi che si proponesse una linea ferroviaria alternativa anzichè delle navette, che non farebbero altro che aggravare il traffico di Santa Maria delle Mole. Inoltre – continua – siamo scettici sulla possibilità dell’interramento del passaggio a livello di Santa Maria, anche alla luce della pregressa esperienza della stazione di Pavona, che sappiamo tutti come è andata a finire.

Per queste e altre motivazioni per noi il doppio binario non è realizzabile, sebbene quella del comitato sia un’iniziativa apprezzabile». Su tutte le furie Tammaro: «Il centrodestra ha dato prova di come possa volare bassa la politica, una politica che purtroppo a Marino si accende di interesse solo se vede il cemento. Su un problema che tocca la qualità della vita collettiva, la risposta della maggioranza è inconcepibile e senza buon senso. Un peccato perché il progetto di raddoppio è stato studiato con attenzione dal Comitato e trova in altri Comuni più sensibilità. Non amo la polemica fine a se stessa – chiude – ma forse l’incarico al Cotral ha reso Palozzi poco sensibile al dramma dei treni e dei pendolari che vanno a lavorare a Roma. E’ stata un’occasione persa per fare buona politica».

Marco Montini