Luci a San Siro ? No, a via Condotti

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Oggi alle ore 17:45 il sindaco Gianni Alemanno accenderà le migliaia di luci led che compongono i grandi lampadari posti al centro di via Condotti e un maestoso albero di Natale. Era ora, il sindaco corona finalmente il sogno di accendere ancora qualcosa dopo aver acceso le vane speranze dei cittadini che l'hanno vo-tato. Ma il programma non finisce qui perché alle 18circa, com’è ormai tradizione, la Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri partendo da Largo Goldoni sfilerà lungo via Condotti per attestarsi ai piedi della scalinata ove terrà un concerto. A seguire, un brindisi al Caffè Greco per i tradizionali auguri di Natale. Fra un brindisi e l'altro, che si spera non durino oltre capodanno pena il rischio di dipendenza alcolica, siamo in fervente attesa del calendario di iniziative solidali nei confronti degli anziani, delle famiglie numerose allo stremo, degli emarginati e dei diseredati cui non basterà l'elegante e sporadica presenza della vice sindaco Sveva Belviso in qualche pranzo caritatevole apparecchiato perle televisioni e i flash della stampa e accompagnata da tanto di auto lampeggiante dei vigili. In fondo il rito vuole che la grotta di Betlemme fosse fredda e buia non potendo ancora usufruire della sponsorizzazione di Acea per una illuminazione adeguata al bambinello. Retorica, demagogia populista. Forse, ma chi di demagogia ferisce come ha fatto Gianni Alemanno in questi anni, di demagogia perisce, soprattutto quando i brindisi non li va fare al Trullo o a Ponte di Nona, ovvero in tutte quelle periferie che anche Veltroni aveva dimenticato. Non che i borgatari siano intrepida attesa del loro sindaco, anzi le recenti visite pastorali di Alemanno non gli hanno risparmiato fischi e contestazioni. Ma un po' di illuminazione in più, per certe aree abbandonate, sarebbe stato un bel dono di Natale ai residenti. Già conosciamo le obiezioni di Acea: stiamo facendo di qua e di là. Siamo er mejo in Italia dell'illumina-zione urbana. Ma il problema non è questo e non è neanche di Acea. Il problema sta nella insensibilità prenatalizia di questa amministrazione verso le cosiddette "fasce deboli" e quegli strati popolari che dovranno pagare le inevitabili conseguenze della manovra governativa. E allora lor signori, quelli della casta politica ed il generone romano, portino gli abeti illuminati a Pietralata ,la banda dei carabinieri, dove fra l'altro sono già di casa, a Torbellamonaca e si facciano un bel brindisi al bar della Lazio a Ponte Galeria. E chissà mai che il Natale di questa città non finisca per consumarsi fra lustrini, pajettes, ve-trine al centro e farisaiche iniziative di solidarietà, per divenire veramente quel Natale di popolo, quel Natale della gente comune, modesta, laboriosa e in difficoltà chele istituzioni le sente lontane, davvero tanto lontane, sazie delle proprie prebende ed ingiuste.