Abusò su un minore disabile: condannato assistente scolastico

0
29

Si tratta di un assistente speciale scolastico di 38 anni, l’uomo condannato a due anni e mezzo di reclusione per l’accusa di violenza sessuale su un ragazzo 16enne affetto da un leggero ritardo cognitivo. L’imputato è stato anche condannato alla pena accessoria dell’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Previsto anche l’obbligo del risarcimento delle spese processuali alle due partii civili, i genitori dell’allora minorenne ragazzo, per una cifra pari a 10mila euro.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, i fatti si sono svolti nel marzo 2008 in un istituto riservato a sordomuti o con disturbi dell’apprendimento. Qui l’imputato era stato assunto per occuparsi di Luca (è un nome di fantasia) ragazzo afasico e con seri problemi di deambulazione: doveva seguirlo durante l'orario scolastico, accompagnandolo anche in bagno e tenendolo in alcune occasioni fuori dalla classe non riuscendo a seguire le intere lezioni.

Proprio in due occasioni in cui l’imputato aveva accompagnato Luca al bagno, avrebbe abusato di Marco (anche questo è un nome di fantasia) compagno di scuola di Luca, toccandolo sui glutei e nelle parti intime. Marco all’epoca dei fatti aveva 16 anni ed era affetto da un ritardo cognitivo. Gli abusi sarebbero avvenuti in orario scolastico, non durante la ricreazione. Il ragazzino quindi in lacrime aveva raccontato l’accaduto alla madre e ai professori che lo seguivano nei compiti.

Secondo la ricostruzione del pm, il preside, informato dei fatti, avrebbe convocato immediatamente l’imputato, avvertendolo delle accuse mossegli e contestualmente sospendendolo "in attesa che si calmassero le acque". Nel corso delle udienze tutti i professori di Marco hanno riferito che non ha mai raccontato bugie o fantasticato. Lo stesso ragazzo, raggiunta la maggiore età, ha testimoniato in tribunale ricordando in modo preciso gli episodi, con un racconto che ha rivelato quanto la vicenda lo abbia scosso. Quindi il pm Attilio Pisani ha chiesto una condanna ad un anno e mezzo di reclusione, richiesta superata dal collegio presieduto da Paola Roja.