«No al mega autodemolitore vicino alle case e alle scuole»

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I cittadini di Muratella sono molto preoccupati per le voci sempre più insistenti che annunciano un imminente inizio dei lavori di costruzione dell’autodemolitore dell’Infernaccio, in zona Muratella, una mega struttura industriale per la rottamazione degli autoveicoli, la più grande d’Europa, che dovrebbe sorgere a poche decine di metri dalle case, praticamente all’interno della riserva naturale della Tenuta dei Massimi. Le preoccupazioni dei cittadini sono state recepite dal Municipio che ieri pomeriggio in sede di Consiglio ha approvato la mozione presentata dai consiglieri Alessio Conti, Alfredo Toppi e Domenica Alfonzo Miani sulla questione relativa alla rilocalizzazione del grande Centro di autodemolizione. Il progetto in discussione da 24 anni sembrava scongiurato quando nel 2009 una delibera del Consiglio regionale del Lazio aveva incluso l’area in questione nel Piano della Riserva Naturale Regionale della Tenuta dei Massimi finchè il Tar, interpellato dal Consorzio delle tredici ditte di rottamazione interessate dal progetto, sulla base di un “vizio di forma” aveva reso vano il vincolo regionale.

Con l’iniziativa di ieri il Municipio, che si è sempre dichiarato contrario alla costruzione del rottamatore in quell’area, si impegnerà ufficialmente ad intervenire presso Regione e Giunta Capitolina affinché venga trovata una collocazione alternativa più idonea  al centro di autodemolizione e affinché venga riaffermata chiaramente e definitivamente l’inclusione della zona dell’Infernaccio tra quelle dichiarate “protette”.  Nella vicenda sono impegnati da tempo anche tanti cittadini “guidati” dal comitato Muratella.  «Un anno e mezzo fa, l’assessore regionale all’ambiente Marco Mattei ci aveva garantito una risposta rapida e positiva. Da quel giorno è completamente scomparso – afferma Marco Romagnuolo del comitato Muratella – ed è impensabile realizzare oggi una struttura definita “altamente pericolosa” in un quartiere che, a 24 anni da quel progetto, è totalmente cambiato».  In zona è, infatti, presente un ospedale, un asilo, alberghi, uffici, e tantissimi residenti,capaci di raccogliere a difesa del proprio futuro 1500 firme in soli tre giorni, come successo la scorsa estate. Entro metà Dicembre sarà convocata la Conferenza dei Servizi e il Comitato chiederà di parteciparvi per capire «di che morte dovrà morire questo quartiere», conclude Romagnuolo.  

Michela Di Piazza