Pasolini, nuove prove e testimoni potrebbero far luce sul delitto

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Sarebbero stati trovati nuovi testimoni e prove utili per far luce sulla morte dello scrittore Pier Paolo Pasolini, avvenuta all'idroscalo di Ostia il due novembre 1975. Ad individuarli, l'avvocato Stefano Maccioni, legale del cugino del poeta, che sta indagando sul delitto insieme alla criminologa Simona Ruffini.

Il penalista, in particolare, ha individuato una persona, “proprietaria di una baracca all'idroscalo quando venne ucciso il poeta che, sebbene non presente quando avvenne l'aggressione ha indicato alcuni elementi particolarmente importanti quali la frequentazione che aveva Pasolini negli ultimi tempi con un ragazzo biondo. Proprio un ragazzo biondo era stato descritto da Vincenzo Panzironi proprietario del ristorante Al Biondo Tevere quando venne sentito dagli investigatori come colui che era insieme a Pasolini poche ore prima del delitto”.

Indagini difensive, queste, che saranno depositate all'attenzione della Procura e che sono “frutto di una ulteriore attività posta in essere in questi ultimi mesi” con cui si vuole “offrire agli inquirenti nuovi elementi su cui indagare al fine di giungere finalmente dopo oltre 36 anni alla soluzione di uno dei delitti più complessi del nostro Paese”. “Ancora una volta – ha aggiunto l'avvocato Maccioni – abbiamo dovuto constatare come molti aspetti di questa vicenda non fossero stati in precedenza adeguatamente analizzati e valutati. Questi elementi insieme ad altri che porterebbero a legare la pista del delitto con Catania ed in particolare con ambienti di estrema destra di quella città li abbiamo voluti narrare in un libro 'Nessuna pietà per Pasolini’ scritto insieme alla dottoressa Ruffini, al giornalista Valter Rizzo della redazione di 'Chi l'ha visto?'. Un libro che spero possa aiutarci a reperire nuovi elementi utili all'indagine”.