Pista ciclabile o percorso a ostacoli?

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Auto parcheggiate sui marciapiedi, rifiuti disseminati ovunque e cani sciolti. Ecco cosa si trova di fronte chi decide di fare due pedalate lungo la pista ciclabile di via Nocera Umbra e viale Furio Camillo, un percorso di ottocento metri circa che procede a singhiozzo a cavallo tra la via Appia e la via Tuscolana, pieno di insidie e trabocchetti. La questione più volte è stata segnalata alle istituzioni dai residenti del quartiere, anche durante assemblee pubbliche ed incontri organizzati dal Municipio IX, senza tuttavia raccogliere risultati apprezzabili.

“Senza risorse allocate e in mancanza di un dialogo col Comune diventa sempre più difficile intervenire” tiene a puntualizzare la presidente Susi Fantino, aggiungendo che “per fare interventi immediati serve la vicinanza di chi ci governa oltre ovviamente alla capacità e all’autonomia decisionale”. Ma allora come si risolvono le annose questioni del quartiere? Come si va incontro alle istanze dei cittadini che in quel quadrante tutti i giorni vivono e vanno a lavorare? Siamo andati a chiederlo a chi quel tratto lo percorre quotidianamente, sperimentando sulla propria pelle l’incuranza degli automobilisti e la scarsa attenzione delle istituzioni. “Si tratta di una pista impraticabile” ci spiega un ciclista. “Passo di qui quotidianamente per andare a lavorare e puntualmente devo fare lo slalom tra le auto parcheggiate negli attraversamenti e sulle strisce pedonali, specie all’altezza dell’incrocio con via Gubbio. Il Municipio dovrebbe sollecitare l’intervento dei vigili perché facciano le multe a chi parcheggia in modo così incosciente, creando problemi anche ad anziani e pedoni”.

“Ci sono troppi cani sciolti – ci dice un altro ciclista – che spesso, oltre ad essere pericolosi per noi, spaventano bambini e mamme coi passeggini. Voglio ricordare che noi ciclisti siamo obbligati per legge a passare sulle piste e se facciamo un incidente dobbiamo pagare noi”. “Sarebbe bello se con questa pista si potesse arrivare fino al parco della Caffarella – aggiunge un altro residente – per concedersi magari un giro con la famiglia la domenica. Capisco che il Municipio senza risorse può fare poco e che allungare la pista non è uno scherzo, si potrebbe però nel rispetto delle competenze di ciascuno sensibilizzare il Comune o gli enti preposti perché intervengano per rendere più fruibile quello che è diventato un vero percorso a ostacoli”.

Marco Di Tommaso