Celebrato il funerale del lago

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Si è consumato domenica scorsa, su iniziativa del gruppo facebook “Salviamo il lago Albano”, il funerale del bacino lacuale di Castelgandolfo, iniziativa di amara e ironica protesta contro lo stato di abbandono e il degrado in cui versa una delle risorse ambientali più preziose dei Castelli Romani. In corteo dietro la bara, una bacinella colma d’acqua, c’erano poco più che una cinquantina di persone, tra convinti e semplici curiosi, radunatesi nell’area dell’ex porticciolo. Assente il sindaco Maurizio Colacchi, che pure era stato invitato. Dopo l’estrema unzione impartita dal finto prete, i partecipanti hanno riversato simbolicamente nel lago delle bottiglie di acqua, così come richiesto dal gruppo, a sottolineare la stringente necessità di trovare rimedio al progressivo abbassamento del livello delle acque.

«Niente è stato fatto per fronteggiare il progressivo calo della riva, né per la manutenzione delle sponde – spiega il coordinatore del gruppo Fb Luca Nardi -, per non parlare dello stato di abbandono in cui versa tutto il circondario del lago». Sebbene se ne parli da tempo, studi, ipotesi e progetti volti al ripristino di un equilibro idrico accettabile rimangono sulla carta. Il tam tam si era ricorso nei giorni precedenti sul social network facendo proseliti e invitando tutti a prendere parte alle esequie. Di fatto però l’iniziativa ha evidenziato ancora una volta la colpevole indifferenza di molti. «Pensare che difendere la propria terra non sia una priorità è una latitanza – aggiunge Luca – e questo atteggiamento è quello che da sempre sostiene e giustifica il silenzio degli organi istituzionali».

 Michela Emili