Circolo di Lavinio verso lo smembramento

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Piano di dimensionamento scolastico, scoppia il caos. Le ultime disposizioni in merito al nuovo progetto del mondo scuola, imposto da Regione e Provincia e accettato in toto dall’Amministrazione comunale neroniana, rischia di far deflagrare un nuovo caso, sia a livello sociale che politico. Sul piano strettamente politico i primi a denunciare il provvedimento sono stati gli esponenti di Rifondazione Comunista, con il consigliere Beniamino Colantuono in testa. «Il nostro partito esprime massima solidarietà al dissenso mostrato da genitori e personale Ata del circolo scolastico di Lavinio e Lido dei Pini contro il piano di dimensionamento dei circoli.

In sostanza, dopo la manovra Tremonti della scorsa estate, ci sarà l’obbligo di accorpare i vari plessi scolastici presenti sul territorio in istituti comprensivi, in modo da creare realtà scolastiche comprendenti tutti gli indirizzi di studio, tagliando costi e personale. Inutile rimarcare il grave disagio a cui andranno incontro sia gli studenti, costretti in alcuni casi a cambiare istituto, sia per il personale tecnico-amministrativo, specialmente in una zona come quella di Lavinio, già afflitta da mille problemi». Colantuono ha già dato vita a una raccolta firme, nella speranza che tutti i consiglieri di opposizione chiedano a gran voce un Consiglio comunale specifico sulla questione.

Il problema è stato analizzato in modo certosino anche da chi la scuola la vive quotidianamente con grande impegno e senso di responsabilità, come nel caso di Maria Teresa D’Orso, direttrice del terzo circolo didattico di Anzio. «Il piano di dimensionamento penalizzerà fortemente il territorio, soprattutto nella zona di Lavinio – ha riferito la D’Orso -. Mentre i primi due circoli rimarranno integri, il circolo di Lavinio subirà uno smembramento decisamente fuori luogo. Ad esempio i plessi “Rodari” e l’ex Amnil verranno accorpati alla scuola media “Falcone” di Anzio Colonia, senza tenere conto dei disagi per le famiglie della zona. Noi dirigenti non potremo non applicare il decreto, ma ciò non ci esime dal porre critiche costruttive su come poterlo migliorare. Con il provvedimento – prosegue la dirigente scolastica – verrà meno la continuità didattica per molti studenti, costretti a cambiare istituto, per non parlare del probabile taglio di posti di lavoro per tecnici e amministrativi. I docenti non rischieranno il posto, ma andranno incontro a inevitabili disagi di ordine pratico. A mio avviso il Comune dovrebbe rivedere il piano, anche perché nella sua applicazione non si è tenuto conto delle realtà del territorio, limitandosi a una mera distribuzione numerica e al contenimento dei costi. In questo modo il nostro compito diventa sempre più gravoso». 

Marcello Bartoli