Maggioranza a pezzi. L’Idv “licenzia” De Fusco

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Le apparenze non reggono l’impatto con la realtà e la maggioranza va sempre più in crisi. Quello che poteva sembrare l’ultimo segnale di un malcontento diffuso erano le dimissioni presentate lunedì mattina dall’assessore alle Attività Produttive Giovanni Fioravanti, espressione dell’Idv, che ufficialmente ha lasciato il suo incarico per motivi personali senza voler rilasciare altre dichiarazioni. Ma quanto accaduto ieri in Consiglio fa capire che di “ultimo segnale” ce ne sono e ce ne saranno ancora parecchi. Dopo un inizio tranquillo dell’assise, già nel corso delle interrogazioni si è capito che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto. Le continue interruzioni con relative sospensioni hanno portato a non discutere nessuno dei punti previsti all’ordine del giorno, ma solo a prendere atto delle dimissioni da presidente della commissione Trasparenza di Vincenzo Mauro, sempre per “problemi personali”.

La maggioranza, riunitasi per una verifica interna, è tornata in aula più che mai spaccata, al punto da non  riuscire nemmeno a garantire il numero legale, con conseguente scioglimento della seduta, prontamente riconvocata per martedì 20 e mercoledì 21 dicembre. Ma cosa è successo di tanto grave durante i minuti trascorsi in riunione dalla maggioranza? Di sicuro una brutta lite tra i consiglieri Marco Mesturini (Pd) e Fabrizio De Lorenzi (Idv), che sono arrivati quasi alle mani. La “divergenza d’opinioni” è nata intorno a urbanistica e finanze, con De Lorenzi che chiedeva il ritiro dei punti legati all’urbanistica per concentrare l’attenzione sul problema occupazionale che sta investendo Pomezia mentre Mesturini ricordava come i piani industriali dovevano essere discussi già un anno e mezzo fa, e non ritirati per l’ennesima volta. Disaccordo anche sulle finanze. «Il nostro assessore David Tintinago – ha dichiarato De Lorenzi – al momento del passaggio di consegne ha lasciato in cassa 24 milioni di crediti. Che fine hanno fatto questi soldi? Alla fine dello scorso mandato la situazione non era certo rosea, ma c’erano fondi sufficienti per andare avanti fino a gennaio, pagando regolarmente i fornitori secondo gli accordi già presi. Perché invece non si paga nessuno, arrivando addirittura al distacco dei servizi come luce e gas?».

Qui si sono alzati i toni, e alle accuse verbali sono seguite quelle gestuali, con minacciosi avvertimenti e addirittura un portacenere che stava per “volare” da una parte all’altra della stanza. I due sono stati bloccati dagli altri consiglieri presenti, ma solo per poco. Una volta rientrati in aula, valutata la mancanza del numero legale – agli assenti di inizio seduta, De Fusco e Valle, si erano nel frattempo aggiunti Barone e De Lorenzi dell’Idv, Piselli, Errico, Pagliuso e Celori del Pdl, Mugnaini, Mauro e Russo dell’Udc, Alba Rosa di Sel e l’indipendente Puggioni – la seduta è stata sciolta dal presidente del Consiglio Ruffini, ma l’uscita non è stata indolore: arrivati davanti al portone, De Lorenzi e Mesturini si sono nuovamente “scontrati” e solo l’intervento dei presenti è riuscito a dividerli. «Stavo solo aspettando che mi mettesse le mani addosso – ha commentato Mesturini – E’ stato meglio per lui che lo abbiano fermato». Ma perché questa lite? «Io ho solo parlato di come stanno le cose: oltre ai piani industriali, fermi da oltre un anno, ho rimarcato l’errore fatto quando fu affidato alla Andreani il recupero coatto delle tasse: la società non era iscritta all’albo, tant’è vero che il Tar ha annullato la delibera. Questo ci ha portato a perdere tempo e soldi».

«Di massima ero d’accordo con quanto stava dicendo Mesturini – ha ribattuto De Lorenzi – ma quello che volevo far notare, senza fare processi a nessuno, è che da quando siamo stati rieletti non c’è più stato controllo di gestione: l’Amministrazione della città va per conto suo, senza che si sappia cosa stia succedendo. Ho chiesto di fermare l’urbanistica e la reazione è stata spropositata. Non accetto giudizi proprio da Mesturini. Noi dell’Idv abbiamo chiesto un chiarimento più di un mese fa, dalla nomina di Maniscalco, per capire che indirizzo stava prendendo questa maggioranza, dove si sta facendo il giochino delle spaccature per inserire sempre più centristi. Il nostro è un partito di centrosinistra che vuole dialogare con il centrosinistra, non con  altri. Non discuto di Maniscalco come persona, ma non accetto le modalità del suo inserimento in giunta. Sono d’accordo con quanto affermato dall’ex segretario del Pd Zanecchia, per questo noi dell’Idv andremo al congresso di Sel. Credo che questo governo sia troppo De Fusco-dipendente, e non calcoli che l’attuale sindaco non è più ricandidabile: dobbiamo pensare anche al futuro, e questo sarà possibile solo ricompattando il vero centrosinistra».

Maria Corrao