Nuove caserme vuote e la polizia rischia di andar via

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Dopo tre anni di promesse e polemiche si affaccia l'ipotesi concreta di una cancellazione delle attività di polizia di Stato e Stradale. Un’eventualità già osteggiata in passato con manifestazioni di piazza dai cittadini di Colleferro. Oggi la notizia arriva come un fulmine a ciel sereno sia al Comune che alla società costruttrice di quella "Cittadella della Sicurezza" già edificata e pronta all'uso in via Casilina. Un progetto partito nel 2008 come risultato di un accordo tra privato, Comune e ministero dell'Interno, con l'obiettivo di "usufruire di un edificio costruito secondo gli schemi tipologici prettamente specifici di una caserma". I lavori sono stati portati a termine e solo rallentamenti burocratici non hanno permesso l'atteso trasferimento. D'altra parte l'esigenza di una nuova sede c'è sempre stata. L'attuale presenta problemi di varia natura che la rendono ormai inadeguata, non ultimo quello strutturale (sembra ci sia stata una verifica dei vigili del fuoco per l'avvallamento di un solaio). La società ha comunicato da tempo agli enti preposti che la struttura è nella «disponibilità per gli usi stabiliti e concordati» e che è solo «in attesa del via libera ufficiale per la sua occupazione».

Nei mesi di agosto e settembre la polizia ha provveduto addirittura a riempire la nuova struttura di mobili e attrezzature. Tutto sembrava essere pronto, con il consenso di tutti i soggetti coinvolti fatta eccezione del ministero, che dopo il via libera di un progetto analogo nel comune di Fonte Nuova, continua a temporeggiare su quello di Colleferro. E il motivo sembra essere di natura economica. Nei giorni scorsi la questura ha inviato al Comune una nota con la quale chiede un "piccolo" sconto del canone di oltre l'80%: vorrebbe pagare cioè 50mila euro al posto dei 289mila stabiliti dall'agenzia del Demanio. Praticamente un “regalo”, al di fuori di ogni regola del mercato e non conforme a un immobile del valore di circa 9 milioni. Sulla questione si profila ancora una volta un tiro alla fune, ma questa volta il rischio è che la corda si spezzi definitivamente e il risultato sarebbe tutto a svantaggio dei cittadini, che si ritroverebbero con mega edifici inutilizzati e senza più un presidio fisso di polizia.