Ospedale, in arrivo i trasferimenti

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I tagli del piano regionale targato Renata Polverini non risparmiano neanche il Santissimo Gonfalone.  Le premesse c’erano tutte e nei giorni con la notizia del trasferimento di una trentina di dipendenti tra infermieri e personale tecnico dal nosocomio eretino a quello di Tivoli, ciò che era solo un timore comincia a diventare una triste realtà. Disilluse le attese che davano l’ospedale di Monterotondo come salvo: il conto alla rovescia per il ridimensionamento della struttura sanitaria è cominciato.  Ora a fare precipitare la situazione sono indiscrezioni arrivate direttamente dalla direzione generale della Asl RmG  riguardo alcuni provvedimenti  riguardanti una “ricognizione sul personale”. Si parla oltre che della diminuzione dell’organico,  anche dell’accorpamento dei reparti di medicina e cardiologia da un lato e di chirurgia e ortopedia dall’altro, ognuno dei quali farebbero capo ad un solo responsabile.

«Un piano – ha detto l’assessore alla Sanità Walter Antonini – che avevamo apprezzato, che confortava molto le nostre ragioni ma che oggi, alla luce dei ventilati propositi della direzione generale della Asl, appare del tutto disconosciuto, privo di riscontro nelle finalità che pure erano state indicate». Eppure in favore del Santissimo Gonfalone pesavano manifestazioni popolari, proteste audizioni presso la Regione, interventi dei consiglieri regionali eletti nel territorio e il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica tuttora pendente. «Se queste indiscrezioni dovessero essere confermate  –  ha affermato il sindaco Mauro Alessandri  – ci troveremmo di fronte a un drammatico precipitare degli eventi oltre che ad una gravissima mancanza di riguardo. E’ chiaro che se le comunicazioni formali rispecchieranno le indiscrezioni emerse ripartirà una fase di durissima protesta, anche a tutela del personale medico e paramedico che non merita certo un trattamento del genere. Intanto lancio un appello ai consiglieri regionali eletti nel territorio: che battano i pugni sul tavolo e pretendano quei chiarimenti che, a questo punto, diventano sostanziali. Gli accordi non erano questi, non siamo disposti a tollerare il disprezzo verso incontestabili ragioni che non sono solo di Monterotondo ma, è bene ricordarlo, di un intero bacino d’utenza composto da centinaia di migliaia di cittadini».   

 Adriana Aniballi