Sistemato il Prg, ora tocca a Giunta

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U n Piano regolatore nel cassetto, ma del quale si sono già chiaramente intesi i contenuti (con tanto di “sacra unzione” del Consiglio comunale), e due assessori nel congelatore. O meglio due deleghe assessorili strette in pugno. E’ un Natale decisamente blindato quello che il sindaco Gabriele Mori è riuscito a confezionarsi in questi mesi, mettendo a tacere strada facendo le varie anime critiche della propria variegata maggioranza. Il nodo della Giunta, però, ad un certo punto arriverà al pettine anche perché è proprio sui due posti vacanti nell’Esecutivo che in questi tempi il primo cittadino ha ricostruito e rinsaldato il consenso attorno al proprio operato. E se tutto sommato il nuovo documento di pianificazione territoriale ha ricevuto una larga approvazione lasciando la sensazione che lo spirito del Prg sia condiviso, sui nomi dei due futuri assessori – necessariamente – manca unità d’intenti.

Il piatto forte è quello dell’Urbanistica, poltrona forzatamente lasciata libera dal defenestrato Filippo Mevi (uno che non ha ancora mollato e che sembra disposto ad andare avanti): due i nomi gettonati e vale a dire quelli del grande avversario di Mevi, Mauro Tomboletti (collega nell’Idv) e di Stefano Bertuzzi, espressione dell’ala minoritaria del Partito Democratico. Se, inoltre, quello di Bertuzzi è nome probabilmente “scomodo” al suo posto ecco la papabile riproposizione di Marcello Moretti, uomo buono per ogni campagna e già gettato nella mischia da Bertuzzi in occasione delle primarie di un anno e mezzo fa. Se la battaglia è sull’Urbanistica, c’è anche da considerare che la delega alla Cultura (particolarmente cara a Mori) potrebbe essere comunque la “medaglia d’argento” buona da proporre – a certe condizioni – a chi dovesse uscire sconfitto dal ballottaggio per il posto da successore di Mevi.

 Marco Caroni