Ancora più tavoli sui marciapiedi

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Via libera quasi definitivo per quegli esercizi commerciali che hanno chiesto e ottenuto di ampliare i marciapiedi nelle zone di competenza. Ieri il Consiglio del Municipio XX è tornato a riunirsi per bocciare una mozione proposta dal Pd con la quale si chiedeva il ritiro della direttiva del presidente in materia di occupazione di suolo pubblico sulla sede stradale. La maggioranza di centrodestra ha votato compatta contro la proposta del Pd: soltanto due sono state le astensioni. Le scelte sono state esclusivo appannaggio degli uffici tecnici, i quali hanno seguito la direttiva del presidente «esplicativa della delibera comunale», ha spiegato il minisindaco del Municipio XX Gianni Giacomini. Ora qualche riflessione e chiarimento. La direttiva di Giacomini fa riferimento all’art 4 quater della deliberazione del Consiglio comunale n.75 del 30.31 luglio. In particolare alle lettera che «prevede la possibilità di rilascio dell’occupazione suolo pubblico nelle strade ove sia possibile sottrarre porzioni di carreggiata non necessaria alla partita carrabile».

L’articolo quindi stabilisce quando la concessione non può essere rilasciata, a parte una serie di eccezioni e di casi nei quali invece si può dare. Si lascia quindi in capo all’amministrazione la discrezionalità di decidere, non della legittimità del provvedimento, ma della sua opportunità. Insomma ci piacerebbe che il presidente Giacomini o qualche consigliere di maggioranza si alzi per dire «Prolungare i marciapiedi per dare modo ai locali di mettere i tavolini, togliendo i parcheggi, è un’ idea intelligente». Se questo è quello che si pensa. Leggendo con attenzione i vari pareri si scopre che lo Sportello Unico per il Commercio dà parere favorevole richiamando la direttiva del presidente e lasciando ai vigili urbani il compito di decidere sulla possibilità di «sottrarre porzioni di carreggiata». In altri documenti, come ad esempio il verbale numero 6 del 30 settembre, il nulla osta dei vigili viene espresso meno chiaramente, mentre quello della Città Storica e della Sovrintendenza Capitolina viene specificato con la assolutoria formula del «per quanto di nostra competenza». Alla fine della fiera, decisione all’italiana. Nessuno è responsabile della scelta.     

 Silvio Marino