Rione Monti, \”pietre d’inciampo\” per don Pappagallo e familiari Spizzichino

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È stata inaugurata oggi, nel Rione Monti, la terza edizione di "Memorie d'inciampo a Roma” che ha visto la grande partecipazione dei ragazzi di diverse scuole di Roma. Dopo le due precedenti edizioni, durante le quali erano state posizionate 84 pietre d'inciampo, per la terza volta l'artista tedesco Gunter Demnig installerà, iniziando oggi e proseguendo domani e l'11 gennaio, 72 “stolpersteine” (pietre d'inciampo) in memoria dei deportati razziali, politici e militari.

Il primo sampietrino è stato posizionato in via Urbana 2, in ricordo di don Pietro Pappagallo, il sacerdote che durante l'occupazione nazista di Roma dette asilo di perseguitati e fu assassinato alle Fosse Ardeatine nel 1944. Posto proprio ai piedi della targa che lo ricorda, il sampietrino è stato commissionato da don Francesco Pesce, parroco della chiesa di Santa Maria ai Monti, sede della Confraternita dei Catecumeni e Neofiti fino alla chiusura del Ghetto romano. In via Madonna dei Monti, a pochi passi dalla Chiesa, Demnig ha quindi installato, alla presenza anche di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma, 20 sampietrini in memoria dei familiari di Giulia Spizzichino, assassinati ad Auschwitz e alle Fosse Ardeatine.

Il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, ha sottolineato l'importanza dell'installazione di quest'anno "significativa perché in una maniera semplice permette di ricordare tutti i giorni dell'anno, passando davanti ad alcune case, quello che accaduto, non solo nei confronti degli ebrei, ma nei confronti di tutti i perseguitati in quell'epoca" ma anche sul luogo da cui l'iniziativa sia partita "il Rione Monti, dove c'era una densità di popolazione ebraica notevole". Don Francesco Pesce, parroco di Santa Maria ai Monti, ha spiegato che "con questa iniziativa, ricordiamo tante brave persone che hanno fatto la storia, sono stati protagonisti. Se oggi siamo qui non è per dovere ma perché la fraternità e il coraggio di queste persone ci hanno permesso oggi di vivere la nostra libertà. Le pietre d'inciampo ci consentono di meditare". Presente la curatrice, Adachiara Zevi. "Per non dimenticare. Queste pietre, essendo così discrete – ha detto Zevi – entrano a far parte permanente del tessuto di questa città, quindi è impossibile non vederle. Uno strumento contro quanti ancora affermano che lo sterminio non sia mai accaduto".

Le pietre, finanziate da sottoscrizioni private e con un costo di ognuna, compresa l'installazione, di 100 euro, coinvolgeranno sette municipi: Municipio I, II, III, V, XVI, XVII e XVIII. Il progetto, posto sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha il patrocinio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma e dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.