Immondizia trasferita in provincia

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Come largamente anticipato e previsto la chiusura della discarica di Malagrotta è stata prorogata. Ma nessuno poteva immaginare sul finire dell'anno scorso che venisse permesso anche lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, vista la procedura di infrazione già aperta dalla commissione europea.

All'indomani della nuova ordinanza del commissario Pecoraro monta la polemica sui territori. Numerosi i dubbi emersi dalla lettura del documento. A partire dal balletto dei numeri sulle volumetrie residue a Malagrotta. Nel piano rifiuti,in approvazione, si afferma testualmente che le volumetrie residue al 30/6/2010 risultavano essere di1.750.000 metri cubi, nelle successive ordinanze (rese pubbliche) si parla invece di 1.280.000 metri cubi, grazie ad una “modalità esecutiva straordinaria ne l'abbancare i rifiuti”.

Anche sulla capacità degli impianti di trattamento sembra esserci qualcosa di strano. Ora spunta a sorpresa un nuovo impianto Tmb da realizzare a Paliano, che va così ad aggiungersi agli impianti già previsti da Regione e Provincia.

L’ordinanza prende atto della proposta Acea spa – AMA spa del 29.12.11 di realizzare un impianto a Castellaccio in 12 mesi. Un impianto faraonico,capace di trattare300.000 tonnellate annue di rifiuto (dato Il Sole 24 Ore Roma), più del doppio dell’impianto di TMB previsto a Colleferro. Si tratterebbe di uno degli impianti più grandi d’Italia. Per la precisione, se si escludono quelli campani, sarebbe secondo solo a Colfelice, autorizzato al trattamento di 327.000 tonnellate annue (dati Rapporto ISPRA2011, Appendice 2).

Il sindaco Sturvi dice «di non saperne nulla», ma ieri erano già in tanti a mostrare la propria contrarietà. Una notizia messa all'ordine del giorno della commissione Ambiente convocata ieri in seduta straordinaria a Colleferro. E sul caso il deputato Renzo Carella è arrivato perfino a minacciare una grande protesta di massa se le notizie venissero confermate. «Sarebbe veramente sconcertante- ha commentato Carella. I cittadini di Colleferro e di Paliano, la comunità scolastica dell’istituto professionale Ipia che si trova di fronte alla discarica, hanno il diritto di pretendere la chiusura di Colle Fagiolara; questo è sicuramente il passo più importante per avere finalmente quel risanamento ambientale complessivo di cui i territori hanno bisogno. Anziché affrontare la chiusura della discaricasi pensa di realizzare un nuovo impianto poco fuori Colleferro – continua Carella– 1.000 tonnellate al giorno di rifiuti di Roma da riversare in queste zone sarebbe un atto di grande irresponsabilità,che non tiene conto della situazione ambientale della Valle del Sacco fortemente compromessa».