Prati tra traffico e botteghe storiche

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Il quartiere Prati visto da chi ci vive. Era il 1911 da quando nella vecchia piazza d’Armi (ora piazza Mazzini) –in occasione dei festeggiamenti per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia – fu allestita l’Esposizione Internazionale dell’Architettura. Cento anni dopo il quartiere dove hanno vissuto Giacomo Balla, Gino Severini, Alberto Moravia è stato il terreno per una rilevazione sociologica promossa dal corso di Comunicazione Politica dell’università Lumsa.

Interrogando i romani sulla loro città si è scoperto che, a dispetto del clima da Far West che si respira nella Capitale, il problema della sicurezza non è poi così impellente. Nelle 33strade prese in esame dall'indagine universitaria, sono state rilevate 5.522 famiglie e 1404 attività di vario genere, divise tra quelle storiche, come gli studi legali o gli studi medici, e quelle “emergenti”, come i bed and breakfast o i centri benessere. Molti sono i luoghi di aggregazione e della vita collettiva,come scuole, locali notturni, palestre, chiese, cinema e teatri, a conferma di una intensa attività sociale, mal’indagine ha anche scovato una diffusa presenza di attività che si pensavano scomparse, come le calzolerie. Il 55% del campione ha dichiarato di possedere una casa di proprietà. Il 40% vive in affitto e il 4% occupa l’abitazione a titolo gratuito. Un intervistato su 3 è impiegato o insegnante, uno su 6 è appartiene a un segmento elevato di reddito (imprenditore,dirigente, libero professionista, funzionario) mentre quasi uno su 7 è precario o disoccupato. la mobilità e il traffico fossero in cima ai pensieri dei nostri concittadini, fino a confermare che molti di loro condizionano le uscite di casa con la possibilità di parcheggiare: la metà delle persone impiega più di 15 minuti a trovare parcheggio e solo meno di1 su 25 lo trova subito. Quasi la metà degli intervistati usa l’auto tutti i giorni, sfiora il 60% il numero di coloro che non si muove mai a piedi o lo fa una volta a settimana, e solo 1 su 6 prende i mezzi pubblici quotidianamente. I resti archeologici stanno a cuore ai romani: 2 su 3 vogliono che si scavi il sottosuolo per costruire linee della metropolitana e parcheggi ma salvaguardando le memorie della Città eterna.

«La ricerca – ha affermato la professoressa Cedroni – vuole essere un piccolo contributo per capire la complessità dell’habitat urbano in cui viviamo, al di là di semplificazioni e facili luoghi comuni». I dati conclusivi di questa indagine verranno presentati alla Lumsa nel mese di febbraio, con la partecipazione di rappresentanti del municipio XVII e delle associazioni di quartiere.