Punti verdi, sempre gli stessi nomi

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Risulta ormai chiaro dall'indagine che il nostro giornale sta seguendo da mesi che i "Punti verdi qualità", che nelle originali intenzioni dovevano recuperare spazi verdi degradati o abbandonati per lo svago e lo sport dei cittadini, dal 2000 poi si sono via via trasformati in un'occasione di business data la facilità di accesso al credito, negata ai più, di Banca di Credito Cooperativo e allora Credito Sportivo, garantito al 95% con fideiussione dal Comune di Roma. Il fatto è che non ballano bruscolini ma circa 400 milioni di euro (ottocento miliardi di vecchie lire) dai quali i concessionari dei "Punti" hanno attinto a piene mani per realizzare le opere, lavori talora incorso da anni, talora bloccati addirittura con situazioni di sofferenza al limite delle truffa come il caso del PVQ di Feronia oggi all'attenzione della magistratura. Il caso di Feronia, in concessione alla società della sorella del finanziere nero Mokbel (oggi sotto processo per riciclaggio) è probabilmente in buona compagnia.

A Feronia addirittura, da una perizia, risultano fatture per milioni di lavori mai eseguiti, per non parlare dei numerosi concessionari di PVQ che le rate del mutuo nemmeno più le pagano. In questa che si delinea come la truffa del secolo alla fine della fiera girano sempre gli stessi nomi per le concessioni attraverso tortuosi passaggi di titolarità in titolarità, ma girano spesso anche i nomi delle stesse aziende costruttrici intrecciati fra loro.

Un esempio per tutti nel caso dei costruttori, e non il più importante, è quello di "Euroimpresa srl" che, come pubblicavamo in un precedente articolo, lavorerebbe al PVQ di Spinaceto senza essere iscritta all'albo dei costruttori e quindi inabilitata a realizzare opere pubbliche.Ebbene, il nome di "Euroimpresa" salta fuori anche per il PVQ di ParcoFeronia con una fattura di 300.000euro (Iva compresa)  per opere non meglio specificate, tanto che la stessa perizia è costretta a segnalare tale "anomalia". Ancora un altro esempio. La "Edilhouse 80" che compare nei lavori di Feronia per un importo di 8milioni e 800mila, fatture per le quali i periti avrebbero rilevato periodi di presenza in cantiere non congrui rispetto al gigantesco importo, questa stessa ha realizzato, o sta realizzando il PVQ Parco Kolbe. Ma anche i nomi dei professionisti e dei direttori lavori spesso ricorrono.

Ad esempio quello dell'ing. Giancarlo Scarrozza, marito della signora Lucia Mokbel che era il direttore lavori del Parco Feronia, e dovrebbe ancora es-serlo a Torraccia, Nomentano-San Basilio e Ponte di Nona. Scarrozza, considerato vicino all’ingegner Fabrizio Moro, con due società diverse ha ottenuto anche l’assegnazione dei Punti verdi di Castel Giubileo e Forte Ardeatino.

A proposito di Moro vale la pena ricordare che il suo nome emerge dall'esposto alla Procura presentato nell'autunno del 2010 dal consigliere Regionale Enzo Foschi per la vicenda di un altro concessionario di PVQ,  la "Mondo Verde Sas".

In essa partecipava sino alla fine degli anni '90 anche l'attuale segretario del sindaco Antonio Lucarelli che faceva subentrare in essa i cugini e la faceva amministrare da Silvio Fanella, l'uomo che l'inchiesta Telecom-Sparkle considera il cassiere di Mokbel. Nella primavera del 2006la "Mondo Verde", capace di acquisire altre due aree (Ponte di Nona e il Parco di Villa Veschi), diventa proprietà, guarda caso, dell'ingegner Fabrizio Moro. Un intrico ed un intreccio di nomi, sigle e società che lascia intravedere una sorta di spartizione fra gruppi diversi, quasi una "cupola" che da oltre 10 ani controlla l'affare. Nel frattempo anche i PVQ funzionanti e "virtuosi" soffrono e non riescono a pagare i mutui. E' ora che qualcuno metta mano all'intera vicenda.(continua)

 

Giuliano Longo

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