Tor di Quinto e i “misteri” sulle aree destinate a impianti sportivi

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Quando si parla della zona di Tor di Quinto e delle aree destinate ad impianti sportivi si finisce sempre per affrontare questioni spinose anche poco chiare. Andiamo per gradi. Partiamo dall’area nota come il Trifoglio dal nome del gruppo di destra ultra tradizionalista che la ha occupata negli anni 90. Finalmente nel 2007 la società sportiva Due Ponti si aggiudica il bando comunale che assegna l’area.

Sembra che l’illegalità stia per finire ed il Due Ponti fa i  primi investimenti per sistemare spogliatoi ed altro rendendo l’area disponibile anche ad altre società sportive attive nella zona. La favola dura poco, poi un ricorso  amministrativo blocca tutto fino ad una successiva riassegnazione alla società che si era classificata terza nel bando originale la Real Fettucina, praticamente sconosciuta in zona. Il comune a questo punto dovrebbe liberare l’area da quanti la occupano abusivamente o in base ad autorizzazioni provvisorie ma non lo fa ed una recente sentenza del Consiglio di Stato ingiunge al Comune di Roma di pagare 300 euro per ogni singolo giorno di ritardo.

A proposito, sarebbe interessante sapere nel frattempo dal delegato allo sport Alessandro Cochi quanti soldi ha cacciato sino ad ora il Comune per pagare la penale. Basta attraversare la strada e si entra nell’area del laghetto e li la società Nuova Boreale, si noti bene la Nuova Boreale che niente ha a che fare con la gloriosa Boreale che vanta importanti meriti sportivi in zona Roma Nord, ha ottenuto dal Comune di Roma una area di assoluto pregio all’interno accanto alla ciclabile.

Sta quindi per nascere un accogliente ristorante, un asilo ed incidentalmente, forse qualche struttura sportiva. Si chiude in bellezza con un’area su via del Baiardo sulla quale si stanno già evidenziando gli appetiti per un appezzamento sul quale esiste oggi un agglomerato spontaneo ed abusivo di nomadi. L’area è nella disponibilità della Regione, mentre già l’assessore del Municipio XX Stefano Erbaggi esprimeva il timore che l’assegnazione fosse fatta, certamente  non a vantaggio di una delle tante società sportive che operano in zona con le quali Erbaggi avrebbe speso qualche parola. L’ufficio regionale competente per il Tevere pensa invece a qualche costruttore di Roma sud. Piatto ricco mi ci ficco, anche perché ricche di consumers dello sport e del benessere è ricca quella zona. Un bel bando di gara chiaro, trasparente, con tempi certi e brevi chiarirebbe tutto. Chissà.

                                                                                                                    carlitos