«Fateci comprare le nostre case»

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Gli inquilini del comprensorio Ater di Via di Centocelle 3 reclamano il diritto all’acquisto degli edifici da circa venti anni. La prima lettera in cui l’Ater chiede agli inquilini del comprensorio se hanno interesse nell’acquisto delle abitazioni risale al 16 Novembre 1999. Da allora non è cambiato nulla nonostante il 95% degli inquilini sia pronto ad acquistare il proprio alloggio.

Il  comprensorio è composto da 23 fabbricati per un totale di 146 alloggi costruiti nei primi anni 50. Nel Marzo 2004 è stata inoltrata una richiesta per la costruzione di ascensori nel fabbricato 7 per due casi di handicap al 100%. Nel corso degli anni le stufe a legna sono state sostituite a cherosene a spese degli inquilini, stesso discorso per gli infissi. I lastricati dei terrazzi e le colonne di scarico dei servizi igienici risalgono a 60 anni fa e necessitano di manutenzione. «Dagli anni 50 ad oggi sono state fatte solo alcune ristrutturazioni alla facciata di alcuni edifici, parliamo di pittura, e l’ultima risale a dieci anni fa» spiega G. Polverari, rappresentante del Comitato di autogestione interno.  Il problema delle coperture nelle terrazze – continua – va avanti da almeno da 20 anni». I materiali utilizzati sono lasciati agli angoli delle terrazze da almeno 10 anni. «Arrivano – spiega Polverari – mettono un pezzo di resina e vanno via senza risolvere il problema. Negli ultimi piani i soffitti sono in condizioni pessime perché ad alcuni inquilini piove in casa». I lavori avvengono a spese degli inquilini. «L’ultimo tipo di intervento risale a quindici giorni fa. Sono venuti per un intervento d’infiltrazione, hanno fatto le foto ed hanno detto che non ci sono i soldi chiedendoci di avere pazienza. I giardini sono sistemati perché ci autogestiamo da circa 20 anni».

Pochi giorni fa si è svolto anche un incontro con Ater sulla la questione relativa all’acquisto che però è stata nuovamente rinviata. Hanno partecipato all’incontro Anna Maria Addante, presidente dell’associazione inquilini di Torre Spaccata e Giuseppe Polverari. «L’apertura di un tavolo di trattativa non avverrà prima di fine Febbraio a causa di problemi burocratici» spiega Gaetano Di Staso, impegnato nella questione di Via di Centocelle. «Non siamo assolutamente intenzionati ad arrenderci e continueremo – conclude Polverari – con le nostre richieste per il diritto all’acquisto delle abitazioni».      

Agostina Delli Compagni