Tempo pieno a rischio, la rivolta dei genitori

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Genitori sul piede di guerra alla scuola elementare di piazza Muggia, nel quartiere Ponte di Nona. Chiedono che sia garantito il tempo pieno ai loro figli. Per il prossimo anno, infatti, la scuola con ogni probabilità non riuscirà ad assicurare agli alunni delle prime classi di potersi fermare sino al pomeriggio. Circostanza, questa, che, se confermata, metterebbe in crisi non pochi genitori.

«Nel quartiere vivono molte coppie giovani, che lavorano per pagare il mutuo – spiega Elisa, mamma di Francesca– non garantire il tempo pieno significa costringere le famiglie a iscrivere i propri figli a scuola privata, sempre che ne abbiano le possibilità economiche. A causa dei tagli all'istruzione anche lo scorso anno solo due classi hanno potuto usufruire del tempo pieno. La parrocchia quest'anno ha festeggiato gli 850 battesimi. Che senso ha se non si possono garantire i servizi minimi a questi bambini? Vorrei che mia figlia vivesse la propria realtà scolastica nel quartiere in cui vivrà la vita sociale. Spero di non essere costretta a farla andare in una scuola lontana». E per garantire il diritto al tempo pieno i genitori di Ponte di Nona stanno organizzando una raccolta di firme con lo scopo di segnalare la situazione alle autorità competenti.

«La scuola ha denunciato una grave mancanza di organico e di risorse economiche –prosegue Gabriella, mamma di Sara – a parità di esigenze e di requisiti non tutti i bambini avranno la stessa opportunità formativa con discriminazione e serie difficoltà per le famiglie, ad unico vantaggio della scuola privata alla quale saranno costretti a rivolgersi anche i genitori che credono nell'alta qualità della scuola pubblica». Per firmare la petizione l'appuntamento è di fronte alla scuola di piazza Muggia il 22 e il 29 gennaio dalle 10 alle 13.

Valeria Ferroni