Ciampino, ritirano la pensione della madre morta da tre anni

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Era defunta nel 2008, quindi più di tre anni fa. Eppure i suoi due figli continuavano a incassarne la pensione. Una truffa da circa 90 mila euro è valsa una denuncia per due cittadini di Ciampino, tra cui un avvocato, che avevano ideato un sistema “ingegnoso” per arrotondare i loro stipendi.

Di fatto i due, che avevano la delega sul conto della signora, non avevano mai comunicato all’Inpdap che la loro madre era morta continuando a incassare la sua pensione visto che la donna aveva chiesto l’accredito permanente delle somme di denaro sul suo conto corrente. Tra l’altro i due truffatori avevano pensato bene di “ripulire” il conto corrente subito dopo ogni accredito mensile e di fatto quando gli uomini della guardia di finanza hanno bloccato il conto stesso (oltre ai due fratelli) non hanno potuto far altro che verificare la totale assenza di soldi su quella posizione.

La vicenda è venuta a galla nell’ambito di una vasta indagine del nucleo speciale Spesa pubblica e repressione frodi comunitarie delle fiamme gialle in collaborazione con l’Inpdap. Un altro caso eclatante è quello di un disabile di Roma che, allo stesso modo dei due fratelli di Ciampino, ha utilizzato l'espediente di riscuotere la pensione del genitore defunto per integrare la minima pensione di invalidità di cui è legittimo titolare. Anche per lui è scattata la denuncia.

La guardia di finanza ha reso noto che l’operazione, che ha coinvolto 45 province in tutta Italia e circa 2,7 milioni di posizioni pensionistiche, è scattata lo scorso 16 gennaio. Le maggiori concentrazioni di illeciti sono state riscontrate a Roma e Palermo. I truffatori, pronti come ogni mese a riscuotere le pensioni, hanno trovato ad aspettarli in banca o negli uffici postali i finanzieri. Le pensioni, i libretti postali, i conti correnti sono stati sequestrati. Il bilancio complessivo dell’indagine parla di 79 persone denunciate, di cui quattro arrestate in flagranza. Il danno accertato è di circa 8 milioni di euro. Oltre un milione è stato però già recuperato con il sequestro delle giacenze sui conti. Le indagini proseguono ulteriormente sul piano patrimoniale per operare altri "sequestri per equivalente". I casi scoperti portano alla luce uno spaccato sociale variegato, con situazioni molto differenti fra loro. Anche le modalità di commissione dell'illecito sono risultate articolate. Si va, infatti, da coloro che non rinunciavano al classico prelievo in contanti presso lo sportello postale a quelli che preferivano il più comodo accredito in conto corrente con successivo prelievo bancomat. In un caso, addirittura, un truffatore è riuscito a far intestare una carta ricaricabile al defunto, ottenendo, peraltro, anche un finanziamento a nome del de cuius. Insomma, come frodare lo Stato “speculando” sui propri defunti.

Tiziano Pompili