Roma: Carabinieri sventano sequestro agente d\’affari, 3 arresti

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Il sequestro di un 59enne agente d'affari, responsabile di un'agenzia di mediazione creditizia, e' stato sventato in Via Genzano dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma con l'arresto di 3 italiani, di 40, 47 e 65 anni, gia' conosciuti alle forze dell'ordine.

Era quasi mezzogiorno quando nell'agenzia si e' presentato il 65enne affermando ad una delle dipendenti di aver un appuntamento con il responsabile, che in quel momento era assente. Nell'agenda dell'ufficio quell'appuntamento non risultava fissato, per cui la segretaria ha contattato telefonicamente il responsabile per averne conferma. L'agente d'affari ha negato di aver fissato alcun incontro di lavoro riferendo che comunque, a breve, sarebbe tornato in ufficio. Dopo qualche minuto, il 59enne, mentre faceva ingresso nei locali dell'agenzia, e' stato braccato da 3 uomini che lo stavano attendendo in strada, tra questi anche il 65enne che, nel frattempo, era uscito.

La vittima e' stata aggredita con calci e pugni e trascinata verso la macchina di proprieta' di uno degli aggressori. L'agente, approfittando di un attimo di distrazione dei suoi aguzzini, e' riuscito a divincolarsi e a rinchiudersi nell'ufficio. I malviventi non si sono dati per vinti ed hanno tentato di sfondare la porta a vetri, senza riuscirci. In quell'istante e' sopraggiunta la pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile, in zona per i quotidiani servizi di controllo: alla vista dei militari, i tre malviventi hanno tentato la fuga, ma sono stati bloccati ed ammanettati.

Effettuata la perquisizione nella macchina, i Carabinieri hanno rinvenuto delle fascette in plastica che sarebbero verosimilmente servite ad immobilizzare il sequestrato e materiale vario attualmente al vaglio degli investigatori. Processati con il rito 'per direttissima', il 40enne e' stato portato in carcere mentre i due complici sono stati associati agli arresti domiciliari. Sono tuttora in corso le indagini dei Carabinieri per accertare i motivi del gesto, probabilmente a scopo di estorsione, e finalizzati a verificare l'eventuale presenza di altri complici implicati nel tentativo di