Malasanità, 76enne morta al San Giovanni: gip riapre inchiesta

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Sono state riaperte le indagini sulla morte della 76enne Iolanda Perenzin, morta il 23 luglio 2009 all’ospedale San Giovanni dove era stata ricoverata in quanto da giorni sofferente di stipsi, rettoragia con febbre. Lo ha disposto il gip Barbara Callari sulla base di nuovi elementi istruttori finiti all’attenzione del pm Emanuele Di Salvo presentati dagli avvocati Mauro Giuliano Giaquinto e Donata Sartori, che rappresentano la famiglia della vittima.

In particolare la nuova documentazione concerne gli esiti della consulenza medico legale nella quale “si evidenziano profili di responsabilità dei medici”, nonché un “rapporto di colleganza all’interno di una clinica privata romana tra i consulenti tecnici nominati dalla Procura e i sanitari del San Giovanni che sottoposero ad intervento chirurgico Iolanda Perenzin”. La Procura mesi fa aveva concluso l’indagine archiviando il procedimento, nonostante la consulenza tecnica della persona offesa evidenziasse una colpa professionale che, invece, non era stata ravvisata dagli esperti nominati dal magistrato. La 76enne era stata ricoverata nell’aprile del 2009 al San Giovanni dopo che i medici le avevano diagnosticato una diverticolite. Il sette maggio successivo la donna subì un primo intervento. Dimessa il 29 giugno, l’otto luglio i familiari della donna la riportarono al San Giovanni, dove la ricoverarono nuovamente. Il 16 luglio la Perenzin viene operata di nuovo, ma le condizioni continuano ad aggravarsi ed entra in sala operatoria di nuovo il 23 luglio e la donna muore lo stesso giorno. Qui la denuncia dei familiari e l’apertura di un’inchiesta.