Riano, notte in tenda nelle cave di Quadro Alto

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Neanche l'arrivo del freddo pungente della Siberia spaventa il comitato per il No alla discarica,che ieri ha passato il suo primo giorno in tenda per dimostrare la propria contrarietà al piano del prefetto per il post Malagrotta.

In cento hanno dormito in una struttura gonfiabile messa a disposizione dalla Pro loco e allestita in un'area adiacente all'entrata del sito. C'è tutto l'occorrente: acqua, viveri, riscaldamento e persino una postazione internet per la comunicazione. L'atteso arrivo dei tecnici per i primi rilievi nel sito non è però avvenuto.Tutto rinviato a oggi, salvo maltempo. Il sit-in coinvolgerà nei giorni successivi altre decine di persone. Sarà messa a disposizione una tenda “otto per otto” e bagni chimici per tutti. Parteciperanno anche i Verdi della Regione, che ieri hanno voluto lanciare un appello a tutti i comuni del circondario.«Chiamiamo ad aderire a questa battaglia i sindaci del circondario e anche il presidente del XX municipio. I cittadini delle zone limitrofe spingano le loro amministrazioni ad aderire».

Presenti anche delegazioni dei comitati di Corcolle e Fiumicino, interessati anche loro dal nodo discariche(vedi box in pagina).«Porto la mia solidarietà e quella del gruppo regionale del Pd – ha detto il consigliere regionale del Pd Carlo Lucherini– il progetto di una discarica in questo luogo è un progetto dissennato. Bisogna abbandonarlo così come quello del sito di Pian dell'Olmo, a pochi passi da qui, che presenta le identiche criticità».«Al commissario-prefetto Pecoraro serve solo un metrodi misurazione per accertarsi che le case distano poche centinaia di metri dal perimetro della cava e per capire che 'Quadro Alto' è inidoneo per farci una discarica dei rifiutialternativa a Malagrotta» -dice Italo Arcuri, vicesindaco del Comune di Riano. «La responsabilità della questionerifiuti nel Lazio – continua Arcuri- è tutta politica ed ha un nome ed un cognome: Renata Polverini. Il presidente della regione Lazio si assuma le sue responsabilità».

Carmine Seta