Tivoli, il Comune non paga e la discarica chiude le porte

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Allarme rifiuti a Tivoli. Dal 1 febbraio la discarica dell’Inviolata ha chiuso le porte all’immondizia tiburtina. Motivo:il debito di 7,9 milioni di euro accumulato dall’Asa, azienda municipalizzata che gestisce il servizio nella città dell’Arte, nei confronti della Ecoitalia 87 che a sua volta gestisce la discarica della vicina Guidonia.

Una chiusura che la società di Manlio Ceroni aveva anticipato sia all’Asa che al Comune con una nota dello scorso 19 gennaio nella quale si precisava che a fronte del mancato pagamento di acconto«di almeno il 10% del debito» si sarebbe provveduto senza ulteriori deroghe«alla sospensione di ogni ritiro dei rifiuti di provenienza dal Comune di Tivoli a far data dal 1febbraio. Ritiro che potrà riprendere solo al soddisfacimento di tali richieste». Missiva arrivata per conoscenza, oltre che all’Asae al Comune di Tivoli,anche alla Regione Lazio e al Prefetto di Roma che,senza indulgi, invitava lo stesso giorno Palazzo San Bernardino a «voler fornire cortesi aggiornamenti circa le criticità avanzate», tenendo conto«delle evidenti problematiche di ordine pubblico connesse alla raccolta rifiuti». Da qui l’allarme di Asa, che con un’ulteriore lettera (datata 30 gennaio)ed una successiva mail(1 febbraio) scrive alla Giunta di Sandro Gallotti lanciando l’allarme: «Si conferma che oggi 1 febbraio la Ecoitalia 87 non ha consentito l’accesso dei nostri mezzi all’impianto». Missiva del direttore di Asa Michele Bernardini che non cela le preoccupazioni future. «Seppur il servizio di raccolta rifiuti è stato comunque effettuato senza alcuna visibile ricaduta sulla città. Se domani (ieri2 febbraio ndc) dovesse perdurare la situazione di chiusura dell’impianto i primi disagi cominceranno ad avvertirsi a livello cittadino».

Allarme rilanciato anche e soprattutto in relazione alla giornata di oggi, come prosegue Asa: «Se la chiusura dovesse protrarsi anche al giorno 3 febbraio, i disagi creerebbero gravi ricadute sul territorio che diventerebbero catastrofiche nei giorni seguenti,considerata la presenza del giorno festivo, domenica5 febbraio, normale giorno di chiusura della discarica. Inoltre la situazione già difficile da normalizzare in condizioni normali, sarebbe resa più ardua a causa del forte sotto organico in cui si trova l’Azienda in questo periodo e della forte situazione di stress indotto sul parco automezzi, oramai vetusto e soggetto a frequenti rotture e conseguenti fermo macchina».«A forza di rinviare le decisioni i cittadini di Tivoli rischiano di vivere un’esperienza simile allo spettacolo che fino a qualche tempo fa offriva Napoli – si legge in una nota stampa dell'Idv di Tivoli. La discarica dell’Inviolata minaccia di non accogliere più i rifiuti della città,mentre il sindaco continua a sprecare le sue energie per tutelare interessi particolari, come abbiamo visto nell’ultimo consiglio. Abbiamo chiesto più volte al Consiglio comunale di occuparsi in modo risolutivo delle società partecipate, ma questo grave problema che interessa molti lavoratori e le finanze del Comune non sembra sollecitare l’interesse del primo cittadino. Oggi – continua l'Idv – con quasi otto milioni di debiti nei confronti della società che gestisce la discarica, soldi tra l’altro già abbondantemente pagati dai contribuenti tiburtini, il sistema rischia il collasso». Intanto stamattina l’Amministrazione tiburtina dovrebbe incontrare i vertici di Ecoitalia e delle parti in causa per cercare di tamponare un allarme immondizia che non si nasconde più dietro l’angolo.

Mauro Cifelli