Dna: a Roma crimini occasionali, nessuna nuova “Banda della Magliana”

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Nella Capitale la recrudescenza della criminalità e il conseguente aumento degli omicidi non sarebbe da attribuire alla presunta nascita di una nuova “Banda della Magliana” né a “logiche di criminalità organizzata, ma piuttosto deriva da fatti occasionali (come l'aggressione al musicista nel rione Monti) o rappresenta l'estrema conseguenza di episodi delittuosi di altra natura (come l'omicidio a seguito di rapina in zona S. Basilio)”. Ad affermarlo è la Direzione nazionale antimafia nella sua ultima Relazione annuale.

Molte aggressioni – si sottolinea – per le modalità esecutive, o per le caratteristiche soggettive delle vittime, risultano invece maturate a seguito di contrasti insorti in un contesto criminale, ed in particolar modo nel traffico degli stupefacenti.

La Dna sottolinea, quindi, che l'attuale stato delle indagini non ha evidenziato elementi che colleghino tra loro i fatti di sangue. “Al momento – riferisce il rapporto Dna – non sono emersi elementi per ritenere che tali delitti, o alcuni di essi, rappresentino segnali di un tentativo di monopolizzare il mercato dello spaccio, o azioni di ritorsione ad analoghe azioni delittuose. Non si può perciò parlare dell'affermazione di una nuova “banda della Magliana” in quanto non si ravvisa un gruppo criminale che possa risultare egemone sugli altri o tale da assicurare un effettivo controllo del territorio”.

Sempre secondo la Direzione antimafia sembra evidente che i sodalizi criminali autoctoni, operanti nelle tradizionali attività della criminalità romana quali l'usura, il gioco d'azzardo e il traffico di stupefacenti, “si atteggiano ormai con una violenza efferata, come se il livello di conflittualità fosse levitato e non subisse più alcun meccanismo di autoregolazione. Ed e' infatti evidente che il settore in cui principalmente sono impegnate le organizzazioni criminali operanti a Roma e nel Lazio e' quello del traffico di stupefacenti. Settore in cui operano praticamente tutti i gruppi criminali autoctoni e non, spesso in connessione con sodalizi transnazionali”.