Argol spa, ultimo giorno di lavoro

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Da una parte la totale irresponsabilità e l’arroganza di un’azienda come Alitalia nella gestione della vicenda Argol, dall’altra l’intervento “inadeguato”, debole, della Regione Lazio. Risultato? Per i 76 lavoratori della società che ha fornito servizi di logistica e di movimentazione alla compagnia di bandiera fino a martedì 7 febbraio, ultimo giorno di lavoro, si è spalancato lo spettro della cassa integrazione.

E’ durissimo il commento di Massimiliano Smeriglio, assessore al lavoro e formazione della Provincia di Roma, sulla vertenza che per settimane ha tenuto con il fiato sospeso i dipendenti dell’Argol. Fino all’ultimo, fino a ieri quando si è tenuto alla Pisana l’ennesimo tavolo anti crisi, gli operai e le organizzazioni sindacali hanno sperato in una soluzione. In un dietrofront di Alitalia-Cai che, puntuale, non si è verificato. L’assessore Smeriglio, nel frattempo, ha richiesto al Prefetto la convocazione urgente di un tavolo interistituzionale con i Comuni di Roma e Fiumicino, la Regione Lazio e i vertici di Alitalia -Cai. «Purtroppo, dichiara l’assessore, fino ad oggi non si sono trovate soluzioni adeguate a garantire un futuro ai lavoratori e alle loro famiglie. La ex compagnia di bandiera, salvata tra l’altro con un grande sforzo economico di tutto il Paese, sottolinea Smeriglio, si è macchiata di una gravissima violazione delle norme legate alla clausola sociale non avendo provveduto a reinternalizzare, di pari passo con le funzioni di movimentazione merci, anche i lavoratori precedentemente impiegati nell’appalto Argol».

In questo “quadro fosco”, l’assessore condanna «l’atteggiamento della Regione e dell’assessore Mariella Zezza che, dando prova di assoluta mancanza di lungimiranza, si è limitata ad un intervento burocratico di concessione della cassa integrazione in deroga, strumento che rappresenta una forma di sostegno temporaneo ». La Provincia continuerà a fare pressione su Alitalia perché riveda le sue decisioni.

Maria Grazia Stella