Colle Fagiolara, si scoprono le carte

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Torna d’attualità la questione della discarica di Colle Fagiolara a Colleferro. Ieri attorno alle 12 il sindaco Mario Cacciotti e altri esponenti dell’Amministrazione colleferrina si sono recati in Regione dove hanno partecipato a un tavolo tecnico aperto assieme all’assessore regionale alle Attività produttive e Politiche dei rifiuti, Pietro Di Paolo, e ai vertici della Agensel, società del gruppo Gaia che ha in gestione l’impianto.

Al termine dell’incontro il primo cittadino di Colleferro ha rimarcato «l’intenzione del Comune di tornare ad avere la gestione dell’impianto», anche se nel corso dell’incontro «i vertici di Agensel, al cospetto degli esponenti della Regione, hanno confermato che c’è l’accantonamento di soldi, chiesto nel 2004 dalla Regione in vista di una futura chiusura degli impianti di quel tipo». Cacciotti ha inoltre aggiunto che «il tavolo è stato aggiornato alla prossima settimana » quando dunque si tornerà a discutere tra le parti in causa in Regione. Al mattino lo stesso sindaco era stato protagonista di un gustoso “siparietto” televisivo andato in onda nel corso della trasmissione di Rai 3 “Buongiorno regione”, in cui il primo cittadino aveva strenuamente difeso la città di Colleferro dagli attacchi e dalle critiche di alcuni cittadini e di esponenti di associazioni ambientaliste. «Chiuderemo la discarica di Colle Fagiolara – aveva annunciato Cacciotti – quando la Regione ci darà il via libera al progetto del Tmb, l’impianto di trattamento meccanico biologico». Un’idea che avrebbe dovuto ricevere il sì regionale già nello scorso luglio. «In ogni caso quella di Colle Fagiolara è la discarica più controllata d’Italia» aveva tuonato Cacciotti respingendo le critiche di un professore del vicinissimo istituto professionale “Parodi Delfino”. «Abbiamo deciso di rinnovare la convenzione con Agensel fino al 2019 per salvaguardare i 600 posti di lavoro di Gaia che altrimenti sarebbe fallita» aveva aggiunto il sindaco, bacchettato pure sulla differenziata. «Non è partita, in effetti siamo un po’ in ritardo» aveva abbozzato Cacciotti. Ma quella (forse) è un’altra storia.

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