Prati, “Mse” promuove vertice neofascisti europei a Roma

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Si sono radunati nella sede di un’associazione culturale, nel quartiere Prati, in via Caracciolo, per “riprendere la lotta per la Patria europea, per la quale tante generazioni hanno dato la vita”, come si legge sul sito del Movimento sociale europeo (MSE), la formazione neofascista che ha promosso un vero e proprio “summit” internazionale. Tappezzando da giorni i muri del quartiere Prati con il logo dell’MSE. In tutto un centinaio le persone, delle età più diverse (dai 15 ai 60 anni), che hanno risposto all’appello, e si sono riunite nella sala de “L’Universale” di via Francesco Caracciolo.

Ma insieme ai camerati e agli skinhead italiani, sono arrivati anche quelli europei: francesi di Troisième Voie (Terza via), un movimento di estrema destra noto per le sue posizioni anti-americane, anti-comuniste e antisemite e guidato da Serge Ayoub, l’ex leader degli skinhead di Parigi; delegazioni dei gruppi del Movimento sociale Repubblicano spagnolo (MSR), la cui ideologia è fondata sulla politica della destra sociale; non mancano i greci (di “Patria Hellas”), i belgi di “Euro-Rus” e una delegazione di “Corsica Patria Nostra”. Tutti insieme per discutere di Europa e di come fronteggiare la crisi, nel nome di Miki Mantakas (giovane studente greco di destra ucciso a Roma nel 1975), al quale era dedicato l’incontro.

Tra i relatori era presente anche Luca Romagnoli, segretario nazionale della Fiamma:  “Noi speravamo nascesse un’altra Europa, un’Europa delle patrie, delle nazioni, un’Europa che si svincolasse da un giogo internazionale estraneo ad essa che imponeva e continua ad imporre delle regole, dei modi di vita ed una dipendenza politica strategica e militare che francamente noi non volevamo e continuiamo a non volere. Quando è caduto il muro di Berlino abbiamo creduto che l’Europa avrebbe potuto riguadagnare il suo ruolo di faro della civiltà che ha avuto per secoli, ma il controllo strategico dell’Europa occidentale è rimasto globalmente nelle mani degli Stati Uniti e noi purtroppo paghiamo questa dipendenza militare e finanziaria in una maniera molto più incisiva di quanto immaginiamo”. L’incontro dovrebbe avere un seguito oggi alle 17.00.