Gaia, casse vuote: nuova agitazione

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Ora si può parlare di record assoluto per il Gaia di Colleferro. Per il sesto anno consecutivo ci sono ritardi per il pagamento degli stipendi ai lavoratori del consorzio. E' la prima volta nel 2012 e ora la situazione sembra essere più complessa del passato.

La direzione non ha comunicato alcuna data presunta di accredito delle retribuzioni e semplicemente perchè le casse sono vuote. Poi c'è la questione del passaggio alla nuova società Lazio Ambiente su cui ormai la Regione Lazio accumula ritardi smisurati. Detto in "soldoni", appunto, nessuna garanzia per il breve e lungo termine per i dipendenti, che da ieri sono in stato di agitazione permanente. Almeno fino a quando non si risolverà l'annosa problematica. E le previsioni sono tutte pessimistiche. «E' una situazione davvero preoccupante quella di adesso – spiega Paolo Calvano della Cgil. L'azienda non ha fondi per liquidare chi la serve ogni giorno con diligenza e grande senso di responsabilità. E la colpa – continua Calvano – è ancora dei Comuni sia quelli soci che quelli esterni alla società ma che versano ad esempio i propri rifiuti nella discarica e continuano a non corrispondere quanto dovuto. Per ora abbiamo indetto una serie di assemblee nei cantieri dell'azienda, ma sarà difficile contenere la rabbia di questi lavoratori». Da oggi fino a lunedì sindacati e dipendenti si confronteranno in un ciclo di incontri. Inevitabile il rallentamento dei servizi, a partire proprio dalla discarica, su cui sono in molti a puntare il dito per le inefficienze e i ritardi. E il peso continua a ricadere su Regione e commissario straordinario.

«Il commissario – spiega il deputato Renzo Carella (Pd) – non può ogni volta nascondersi dietro le mancanze dei Comuni ma deve predisporre tutte le azioni necessarie per far sì che quanto dovuto sia pagato. Quella di Gaia sta diventando una situazione ormai insostenibile. La Regione Lazio esca dall'ambiguità e metta mano con azioni concrete al piano di rilancio economico della società. Non c'è più tempo da perdere».

Carmine Seta